Achille Lauro: “Sono cento personalità. Contro gli stereotipi sessuali sono Ziggy Stardust”

Il cantante-autore pubblica il romanzo “16 marzo” dopo il singolo omonimo. In una intervista: “Portare Bowie a Sanremo sarebbe stato carnevalesco. Ziggy ha significato un ideale”

Achille Lauro come Ziggy Stardust a Sanremo 2020

Achille Lauro come Ziggy Stardust a Sanremo 2020

Achille Lauro non è un personaggio d’autore. Achille Lauro è un musicista con tante idee ed è un artista già completo e con ampie strade per inventarsi altro. Lo ha dimostrato, ce ne fosse stato bisogno, con i suoi travestimenti sul filo della genialità all’ultimo Sanremo dove ha cantato “Me ne frego” dopo aver partecipato con “Rolls Royce” nel 2019.

Lauro De Marinis, nome all’anagrafe, dell’artista nato nel 1990, con il nome d’arte firma il suo secondo libro, 16 marzo. L’ultima notte (Rizzoli, pp. 192, euro 17, prefazione di Gino Castaldo e Alessandro Michele). Che in un’intervista a Teresa Ciabatti sulla Lettura del Corriere della Sera uscita domenica scorsa, alla giornalista che accennava come lui potesse trasformarsi in qualunque cosa volesse a proposito dei personaggi manga che hanno popolato la sua infanzia e citava anche i travestimenti sanremesi, “maschio, femmina, San Francesco, regina, David Bowie”, il musicista puntualizzava: “Non David Bowie: Ziggy Stardust, uno dei suoi alter ego, quello che esprimeva il rifiuto degli stereotipi sessuali. Portare Bowie sul palcoscenico sarebbe stato carnevalesco. Ziggy Stardust invece ha significato portare un ideale”. E ancora: “Dentro di noi ci sono cento personalità che prendono vita anche estetica”. Per concludere, alla domanda su chi è diventato il cantante che ha iniziato come trapper, Achille Lauro rispondeva, “Dentro di me c’è una moltitudine, inclusi gli amici che ho perso”. E qua si annida una citazione del fluviale Walt Whitman, uno dei due grandi poeti del secondo ‘800 nordamericano al pari di un’altra figura ancora più culturalmente marginale, allora, quale la poetessa Emily Dickinson.

16 marzo è il titolo del singolo pubblicato ad aprile. Il libro, dice la Rizzoli nel lancio editoriale, “scorre lungo le 24 ore del 16 marzo aprendo la porta del suo onirismo notturno per poi approdare all’alba e recitare la parte da uomo di successo”