Rovigo, il sindaco: matrimonio tra gay? Come sposare un uomo e un cavallo

Massimo Bergamin ribadisce di non voler celebrare unioni civili con un post su facebook carico di omofobia e inutile rabbia a difesa della famiglia tradizionale (già per altro ben tutetalata dalla Costituzione)

Massimo Bergamin

Massimo Bergamin

globalist 11 luglio 2016

Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo, non ha ancora digerito la nuova legge sulle Unioni civili, varata dal governo Renzi. Il primo cittadino ha quindi voluto ribadire il suo secco no, coprendosi però di ridicolo. Dopo aver rilasciato varie interviste, dalla pagina del suo profilo Facebook, Bergamin continua a ripetere concetti ormai superati, fuori da ogni logica, spiegando che secondo lui, l’unione tra persone dello stesso sesso, aprirà la strada a nuove forme di matrimonio, come quella tra “uomo e cavallo”. Da qui la sua contrarietà a celebrare unioni gay.


Ecco che cosa ha scritto su Facebook il sindaco di Rovigo: "Buondì e buona domenica a tutti La Famiglia può essere solo una: l'unione tra un Uomo ed una Donna. E se un bel giorno si presentassero in tre? E se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai e poi mai, con la fascia da sindaco, celebrerò un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ci sono problemi più importanti da affrontare. Conseguentemente, per quanto mi riguarda, esistono solo Mamma e Papà. Genitore 1 e genitore 2 non è roba che mi riguarda. Ed anche per questo che, questa mattina, insieme a sua eccellenza monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo della diocesi di Adria e Rovigo, sarò a Mardimago di Rovigo, a festeggiare gli anniversari di matrimonio di tanti concittadini, in occasione della Festa della Famiglia".


Poche righe, cariche di omofobia e inspiegabile rabbia repressa, che fanno ripiombare l’Italia tutta nel Medioevo: perché finché ci saranno ancora persone convinti di limitare le libertà altrui puntando su paura, demagogia e populismo, non saremo mai un paese davvero civile.