Il Papa: non si dice prostituta ma schiava della prostituzione

Francesco, di rientro a Roma, ha ribadito inoltre il no del Vaticano alle donne-prete

Papa Francesco in Svezia

Papa Francesco in Svezia

globalist 1 novembre 2016

«Ho lavorato con due congregazioni di suore che lavorano con le prostitute, che io chiamo "donne schiave dalla prostituzione". Non mi piace dire prostitute». A dirlo è stato papa Francesco nel viaggio in aereo che lo sta riportando in Italia rispondendo a una domanda sua particolare attenzione alle vittime di tratta e schiavitù. Ha ricordato il suo lavoro a Buenos Aires per rifugiati e vittime di schiavitù, lavoro portato avanti da cristiani e non, anche non credenti.

Sulla «ordinazione delle donne, l'ultima parola chiara della Chiesa cattolica, l'ha detta Giovanni Paolo II e questa rimane». Il Papa ha ribadito il no alle donne-prete per i cattolici e ha spiegato la differenza tra la «dimensione petrina, vescovile» riservata agli uomini, e quella «mariana» materna, delle donne.
Queste ultime, ha detto, «possono fare tante cose meglio degli uomini», «anche nel campo dogmatico. Leggendo un po' la storia di questa zona, dove siamo stati, - ha detto iniziando a rispondere alla domanda sulle donne-prete - ho visto che c'è stata una regina che è rimasta vedova tre volte, "ma questa donna è forte"».
«Mi hanno detto - ha aggiunto il Papa - che le donne svedesi sono molto forti, molto brave, e per questo qualche uomo svedese cerca una donna di un'altra nazione, ma non so se è vero».