Quelli che lucrano sui malati terminali: tre cliniche sotto accusa a Roma

Un'inchiesta del Pm Alberto Pioletti: strutture che per quattro anni avrebbero ottenuto dal Servizio sanitario regionale il tetto massimo di rimborsi per prestazioni domiciliari sanitarie mai avvenute

Hospice

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globalist 20 novembre 2017

Villa Speranza, Fondazione Roma e Sant'Antonio da Padova. Dovevano occuparsi a Roma di malati terminali a domicilio, accade per volontà del malato o quando non ci sono posti disponibili, sono gli hospice. Per quattro anni avrebbero ottenuto dal Servizio sanitario regionale il tetto massimo di rimborsi consentito per prestazioni domiciliari sanitarie e parasanitarie a malati terminali, anche senza aver raggiunto lo stesso tetto di visite necessarie per usufruire dell'intero ammontare.


Al centro dell'inchiesta del pm Alberto Pioletti tre cliniche della capitale e quattro gli indagati per truffa: sono gli amministratori delle tre strutture in carica nel periodo 2011-2015. L'inchiesta ha preso le mosse dall'esposto di un medico di una delle tre cliniche. In particolare, i Nas, dopo aver accertato che il servizio sanitario aveva provveduto a rimborsare un numero di servizi domiciliari superiore a quelli effettivamente eseguiti, hanno sequestrato 2 milioni e 800 mila euro dai conti di Villa Speranza, 1 milione 800 mila euro da quelli di Fondazione Roma e 2 milioni e 600 mila euro presso i conti della casa di cura Sant'Antonio da Padova. Coinvolti nelle attività di sequestro anche conti personali dei quattro indagati. Due di questi si sono avvicendati, nell'arco di tempo preso in esame dalla procura, a Villa Speranza.