L'allarme della comunità ebraica: in Europa recrudescenza antisemita

A Roma la protesta sotto l’ambasciata della Polonia dopo l'approvazione della legge negazionista

Manifestazione davanti ambasciata polacca

Manifestazione davanti ambasciata polacca

globalist 8 febbraio 2018

E' scattata oggi la mobilitazione della comunità ebraica romana dopo l’approvazione della legge che vieta di accusare la Polonia di complicità nell’Olocausto e di riferirsi ai campi di concentramento nazisti in Polonia come 'polacchi'.

La legge, che prevede pene fino a 3 anni di carcere, è stata firmata dal presidente Andrzej Duda e diversi paesi dell’Ue hanno protestato in un clima di grande diffidenza. Le reazioni più dure erano arrivate da Israele, che ha accusato il governo polacco di limitare la libertà di espressione.
'La Polonia rifiuta la storia', 'Vergogna negazionista', 'Auschwitz dove?'. Questi alcuni dei cartelli esposti dalle centinaia di persone appartenenti alla comunità ebraica di Roma che hanno manifestato davanti all’ambasciata polacca.
"È una legge che ci preoccupa, ha detto Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma, perché vuole coprire quello che accadde durante la Shoah. Siamo qui per protestare contro una scellerata legge approvata in Polonia, firmata anche dal presidente Duda, una legge che punisce chi definisce polacchi i campi di sterminio esistenti in Polonia. È una legge che ci preoccupa perché non evidenzia le responsabilità ma anzi vuole coprire quello che accadde durante la storia e soprattutto durante la Shoah".
"Furono davvero tanti, ha proseguito Dureghello, i Giusti polacchi, oltre 6.000, che si distinsero proprio per il loro rifiuto a collaborare, ma tanti altri collaborarono, i campi di sterminio stavano là, e molti cittadini polacchi erano presenti e tacquero. Non si può certo dire che in Polonia in assoluto non abbiano avuto avuto alcuna responsabilità".
Ma non è solo la Polonia a preoccupare Dureghello. "È evidente che in tutta Europa c'é un clima di recrudescenza antisemita. Le violenze, il negazionismo, i populismi si evidenziano con maniera sempre più forte. È di ieri o dell'altro ieri una legge in Islanda che vieta la circoncisione. Non possiamo non essere preoccupati per quello che accade anche in Ungheria e in Austria, ma anche in alcune zone della Germania".