Parla Marco, aggredito perché camminava "come un frocio": "raccontate, per costruire un mondo migliore"

Il ragazzo mandato all'ospedale da un gruppo di omofobi: "bisogna sentire queste storie, anche se fanno male. È l'unico modo per evitare che accadano ancora"

Marco, il ragazzo vittima del pestaggio

Marco, il ragazzo vittima del pestaggio

globalist 29 luglio 2018

Ha parlato infine Marco, il ragazzo di 19 anni aggredito a Torino la scorsa settimana da un gruppo di omofobi che lo hanno mandato in ospedale con una clavicola e un piede fratturati perché "camminava come un frocio". Lo ha fatto al presidio di solidarietà organizzato da Arcigay, Città di Torino e Circoscrizione 8 alla Casa del Quartiere San Salvario, non molto distante dal luogo dell'aggressione. 


Accolto da un lungo applauso, il giovane ha ringraziato "tutti per la solidarietà". "Allevia il dolore, fisico e non solo", dice mostrando sul corpo i segni dell'aggressione, nella quale ha riportato la frattura di una clavicola e di un piede. "Quanto mi è accaduto è purtroppo soltanto uno dei tanti episodi che dobbiamo sentirli - sottolinea - Sarebbe bello non sentirli, perché vorrebbe dire vivere in un mondo migliore; raccontarli serve ad aiutare, spero, a non farli più capitare".

"Troppo spesso la violenza omotransfobica passa sotto silenzio. Le persone hanno paura. Noi invece 

ogliamo invitare le persone a vivere la loro unicità in maniera serena, a denunciare qualunque prevaricazione", aggiunge Francesca Puopolo, presidente di Arcigay Torino.



"Non lasceremo spazio all'odio, alla violenza e all'intollenza - dice la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (Pd) - Sappiamo che le buone leggi, sempre perfettibili, non bastano, bisogna tenere viva una cultura civica". "Bisogna coltivare i valori ogni giorno, perché la violenza nasce dalla solitudine. Bisogna fare capire che chi è vittima di violenza non è solo. Oltre al dolore fisico c'è il dolore psicologico. Torino non ha solo una tradizione di diritti, ma anche un futuro che vuole continuare ad avere", aggiunge Rossomando. Con lei anche il parlamentare Pd Andrea Giorgis (Pd) e gli assessori comunali pentastellati Alberto Unia e Federica Patti. "Torino non è immune al razzismo e all'omofobia, ma si è sempre distinta per essere città solidale - dice l'assessore Unia -. In questo episodio c'è un'anomalia: le persone che hanno assistito all'aggressione non sono intervenute. Cerchiamo di essere solidali e uniti, perché solo così si supera qualsiasi cosa".