Nasconde 4 milioni al fisco: una cartomante denunciata per evasione e truffa

La donna individuata dalla Guardia di finanza di Perugia: tra i suoi clienti chi ha pagato 300mila euro per ricercare la serenità attraverso i tarocchi e chi ne ha pagati 240mila per problemi sentimentali

Perugia, cartomante denunciata dalla Guardia di Finanza

Perugia, cartomante denunciata dalla Guardia di Finanza

globalist 11 settembre 2018

Ha incassato oltre 4 milioni di euro in quattro anni completamente in nero. E' l'accusa della Guardi di finanza nei confronti di una cartomante di Perugia denunciata a piede libero per evasione fiscale e un caso di truffa. Secondo le fiamme gialle disponeva di una "vera e propria organizzazione imprenditoriale" con base nel capoluogo umbro, dove risiede.
Alle sue "previsioni" e consulenze si affidavano centinaia di persone, casalinghe, uomini d'affari, pensionati, imprenditori, tutta gente disponibile a pagare somme a "più zeri". La guardia di finanza di Perugia ha però accertato che la cartomante, a fronte di un volume d'affari mediamente dichiarato di circa 300mila euro, abbia incassato oltre 4 milioni in quattro anni completamente "in nero".
Il gip ha già disposto il sequestro preventivo delle somme evase, in parte recuperate, in cui sono state ricomprese le quote di sei società e due immobili ad esse riconducibili. La cartomante gestiva inoltre società di call center che impiegavano una decina di operatori.
Sentiti dagli investigatori i clienti hanno confermato di averle versato "ingenti" somme. Tra i casi al centro dell'indagine quello di un uomo afflitto da problemi sentimentali che è arrivato a corrispondere alla veggente oltre 240mila euro e quello di una casalinga del centro Italia che, in un periodo di malessere personale, ha pagato circa 300mila euro in tre anni per "ricercare la serenità attraverso i tarocchi".
La Guardia di finanza ha accertato anche altri casi di versamenti pari a 60-70mila euro per consigli o per tentare di riconquistare l'amore della propria vita. Tra i testimoni una donna ha riferito di avere ricevuto la minaccia di fatture e malefici, qualora non avesse proseguito a pagare le somme richieste per i riti propiziatori.
La cartomante pubblicizzava su riviste patinate a tiratura nazionale e su numerose emittenti televisive le proprie doti "divinatorie". Offriva esclusivamente per telefono i propri servizi, dalle previsioni sull'amore e sul futuro alla lettura dei tarocchi.
I primi contatti avvenivano tramite i classici "899" che, in quanto tracciati, dovevano essere fatturati. La guardia di finanza ha però accertato che le centraliniste, addestrate a "fiutare il buon cliente", lo invitavano a contattare lo studio in privato, anche per evitare il costo delle telefonate a tempo. Secondo gli investigatori in realtà da quel momento si avviava un "sottile" percorso di fidelizzazione del cliente al quale venivano offerti servizi di cartomanzia e "rituali" ad personam saldati con pagamenti attraverso poste pay, vaglia postali, bonifici bancari in molti casi risultati a prestanome della cartomante. Un flusso di denaro tracciato dalla guardia di finanza che ha così ricostruito i guadagni "in nero".