Lettera del migrante rifiutato dal liceo: lo studio è tutto per me

Zamble Guy Roland, 18 anni, della Costa d'Avorio era stato iscritto al liceo scientifico di Agrigento. Ma al primo giorno di scuola ha detto che essendo maggiorenne non poteva stare in classe

Migranti studiano

Migranti studiano

globalist 20 settembre 2018

"Lo studio è tutto per me". Pubblicando la lettera emozionante e commovente di Zamble Guy Roland, 18 anni, della Costa d'Avorio, abbiamo voluto dirvi come la lettera si chiude. Questo per capire meglio il valore delle parole, del racconto, che il ragazzo mette nero su bianco, indirizzandoli alla preside del liceo scientifico di Agrigento.
Il ragazzo scrive alla preside del liceo, incrociata forse nel giorno più felice della sua vita, dopo anni difficili e drammatici, dopo uno di quei viaggi da restarci secco, e non morire solo perchè quel viaggio è l'unico modo per provare a non morire. Scrive alla preside ma in realtà le sue parole sono per tutti noi. Devono toccarci ed anche ferirci. Abbiamo vissuto anni, gli ultimi, tra i più cattivi attraversati dal nostro Paese, dove pure la bontà e la solidarietà hanno saputo resistere e reagire. Ma oltre la bontà e la solidarietà occorre che chi ha responsabilità politiche sappia andare oltre, dare nuove regole a comunità che comunque sono già diverse, con cambiamenti epocali che non potranno essere arrestati dalla violenza, dall'ignoranza, da muri e neanche da cannonate. 
La lettera che vi proponiamo, e che vorremmo arrivasse sotto gli occhi del maggior numero di persone, condivisa da tanti, è anche una lezione. Per ciascuno di noi, per i nostri giovani. Da sola, per come è scritta, meriterebbe che per questo ragazzo si aprissero le porte che gli si sono chiuse alle spalle.
Meriterebbe che gli si offrissero le chiavi delle nostre città, il futuro delle nostre comunità, la partecipazione alla riscrittura di un Paese dolente, sofferente, storpiato, che ha smarrito valori cardine della sua storia. Vi lasciamo alle lettera. (o. d.)                                            
                                                                                                                                 "Mi chiamo Zamble Guy Roland. Ho 18 anni, provengo della costa d’Avorio ed attualmente risiedo a Realmonte.” Così comincia la lettera di un giovane immigrato indirizzata alla preside del Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento, Enza Ierna. “Mi trovo in Italia da 2 anni, da quando vivo qui il mio più grande sogno è sempre stato di studiare. Nelle diverse città in cui ho vissuto ho sempre avuto la possibilità di studiare e sono riuscito a prendere il diploma di terza media. Qui a Realmonte sono in un centro SPRAR per adulti, ho chiesto di continuare a studiare, ho chiesto di studiare le lingue. 
Qualche settimane fa mi sono presentato al Liceo Scientifico Leonardo dove si studiano le lingue, cioè linguistico, con il mio professore di italiano L2 della mia comunità Acuarinto. Apparentemente sono riuscito a fare l’iscrizione: “tutto a posto, sei iscritto, chiamateci per sapere in quale corso frequenterà”. 
Immediatamente ero felice, finalmente il mio sogno stava per iniziare e per la felicità sono andato a comprare dei vestiti e le scarpe nuove con i pochi soldi che avevo a disposizione. Per essere ben presentabile al liceo” ha scritto Zamble. “Lunedì 10 settembre sono andato al Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento: il mio primo giorno di scuola vera! Entro e mi rivolgo al bidello che mi indica la mia classe “ vai lì, in 1°AL, a destra, sei iscritto lì” mi ha detto. Entro in classe e saluto tutti i compagni. E poco dopo iniziamo presentarci, mi chiedono il nome, da dove vengo, sono tutti molto cordiali con me, sono davvero contento. La professoressa di tedesco ci spiega come farà le lezioni, poi quella di italiano, che spiega che il liceo è molto diverso dalle scuole medie inferiori. Ma ecco che arriva la sorpresa: il mio nome non compare nell’elenco. Ma come mai? Io ho fatto l’iscrizione, il 20 agosto, e mi hanno detto che non c’era nessun problema, mi hanno pure fatto visitare la biblioteca, i bidelli mi hanno accolto con piacere, scherzando sul colore della mia pelle… Così insieme al mio professore del centro mi reco subito in presidenza e mi viene spiegato che essendo io maggiorenne, non potevo frequentare la scuola statale normalmente  come gli italiani. Ma perché non l’hanno detto prima? Perché mi hanno iscritto? Perché non hanno chiamato il mio professore e gli hanno detto “mi scusi ci siamo sbagliati”?, lui aveva lasciato il suo numero di telefono. Mi hanno illuso, hanno fatto partire il mio sogno e poi lo hanno affondato.
Io mi sono informato e ho saputo che la Prefettura sostiene che il diritto allo studio deve essere garantito agli immigrati come me, anche se ho 18 anni. Gli immigrati possono frequentare la scuola statale italiana, ma non per la preside del Liceo Leonardo di Agrigento. È la prima volta che mi succede questo. Sono stato rifiutato a liceo scientifico Leonardo di Agrigento.  Lo studio è tutto per me.”