Frocio di m...: ragazzo insultato e aggredito in pieno centro a Milano

Samuele, studente universitario ha raccontato la sua disavventura sui social. La solidarietà dell'Arcigay

Samuele il ragazzo aggredito a Milano

Samuele il ragazzo aggredito a Milano

globalist 21 settembre 2018

La solita storia di omofobia in un paese sempre più pieno di odio e di intolleranza: picchiato e insultato per la sola ragione di essere gay: un 22enne studente della Bocconi di Milano ha subito una aggressione che gli ha procurato la rottura della mascella, alla quale sarà operato lunedì prossimo. Ha scelto di raccontare tutto con un lungo post su facebook, spiegando: "So di non essere solo, so che si deve e si può combattere l'omofobia. L'Italia può essere migliore. Ho deciso che tornerò a prendere il tram a quell'ora, io andrò a lezione e vivrò la mia vita nella normalità perché adesso sono più forte". Solidarietà a Samuele è stata espressa dall'Arcigay Milano, che ha dichiarato di essere disponibile ad assisterlo nella sua azione legale.
La denuncia del ragazzo
"Oggi vi vorrei raccontare una storia, che chiunque può condividere e che purtroppo è la realtà e non una delle solite fake news. Tre giorni fa all’ora di pranzo sto andando a lezione e aspetto il tram a Porta Romana come ogni giorno, quando un ragazzo che non conosco mi urta mentre era al cellulare e non si è scusato. Così gli ho detto “guarda dove vai!”.Mi guarda e mi dice “frocio di me.r.da cosa vuoi” e continua ad insultarmi, sputandomi più volte addosso davanti a tutti, in pieno centro a Milano. Nessuno fa nulla, nessuno reagisce; decido di andarmene, per evitare altri problemi; lui, non contento, mi segue, dicendomi “ti seguo fino a casa sai!” Io gli rispondo “guarda, io sto solo andando a lezione, tu cosa diavolo vuoi da me?”. A questo punto mi sbatte a terra, tirandomi due pugni in faccia e poi un calcio su un fianco. Io provo a difendermi e cerco aiuto e la gente accorre ma non c’è nessun agente con il “beneamato” taser, nessuno lo ferma nella sua fuga, nessuno si è offerto di testimoniare per me, ancora. La sua faccia resta indimenticabile. Il risultato fisico di tutto questo è come potete vedere, una faccia gonfia perché c’è una frattura scomposta della mascella per la quale dovrò essere operato e mi sarà messa una piastra di titanio che ci rimarrà per il resto della mia vita, oltre alle numerose ferite sulle ginocchia e a un grosso livido sul fianco sinistro. Psicologicamente cosa ho provato? All’inizio ho avuto molta, molta paura di tornare lì, lo ammetto. Paura di aspettare di nuovo il tram, a quell’orario preciso, non volevo dire nulla a nessuno, volevo far finta di essere caduto dalle scale. Il risultato è la paura che se sei omosessuale, se hai capelli tinti argento e una voce come la mia dalla quale capiscono tutto, hai paura di venir picchiato da chiunque ormai dopo un fatto del genere, se esprimi te stesso o se dici un semplice “guarda dove vai”.
Poi ho riflettuto e penso che il mondo debba sapere. Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore, l’Italia di quelle persone che in qualche modo sono accorse e almeno lo hanno fatto fuggire con la loro presenza, è anche di questo che si ha bisogno. Il silenzio serve solo a peggiorare le cose, dentro di te e con chi ami e ti chiede perché tu stia male. L’Italia può essere migliore, il populismo con cui veniamo infettati ogni giorno da parte di certi politici che predicano razzismo e valori che esistono solo per loro, per fini di sola propaganda, non ci appartiene. L’odio non ci appartiene. Io ho deciso che tornerò a prendere il tram a quell’ora, io andrò a lezione e vivrò la mia vita nella normalità perché adesso sono più forte".