Padre Zanotelli contro il governo razzista: i migranti sono come Gesù di Nazareth

Il missionario tuona contro la scelta di Salvini di chiudere i porti e lancia una provocazione: Le chiese potrebbero fare il presepe senza il bambinello perché non è accolto.

Alex Zanotelli

Alex Zanotelli

globalist 22 dicembre 2018

Quegli elettori di ‘sinistra’ che hanno votato 5 stelle sperando in modo illusorio in un cambiamento ora hanno tutto il tempo di rimpiangere ciò che hanno fatto, visto che il loro voto è servito a tenere in piedi il peggior governo reazionario dalla storia repubblicana, che dà la caccia ai migranti e criminalizza i poveri.
Maggiordomi a 5 stelle di Matteo Salvini, il leder dell’estrema destra che con il vento dei sondaggi in poppa pensa che spargere odio sia la sola via possibile per restare a galla-.
Adesso anche il missionario padre Alex Zanotelli ha reagito al razzista che si nasconde dietro il Vangelo.

"Un sacrilegio chiudere i porti nel cuore del Natale - ha detto il sacerdote -. Mi vergogno di questo Paese e di avere un governo del genere, che a Natale chiude i porti. Se non riusciamo a riconoscere Gesù di Nazareth nei migranti, che papa Francesco dice che sono la carne di Cristo, si fa un sacrilegio nel cuore del Natale".
Per padre Alex Zanotelli, quindi, Matteo Salvini e il governo giallo verde non riconoscono Gesù di Nazareth nei migranti. E da qui nasce tutta la sua indignazione, per questo invita la Chiesa a prendere una posizione netta: "Siamo davanti ad una situazione che ha dell'incredibile. È una bestemmia che Salvini si presenti con il rosario e non riconosca i crocifissi della storia. L'augurio che mi faccio è che la Chiesa italiana incominci ad essere dura nelle scelte perché ognuno si dice cristiano e fa le cose più assurde che sono contro il Vangelo. Ormai ci sono due Vangeli: quello del povero, Gesù di Nazareth e il Vangelo di Salvini, dell'odio e della chiusura dei porti. La Chiesa deve schierarsi, bisogna uscire con molta più forza su queste situazioni".


Infine le indicazioni per una protesta contro il razzismo imperante: ”Le chiese potrebbero fare il presepe senza il bambinello perché non è accolto. Ma, al di là dei gesti simbolo, bisogna lavorare o si rischia di andare verso una disumanizzazione e ci sbraneremo vicendevolmente. La vita vince nonostante tutto, il problema è che di mezzo ci vanno sempre i poveri".