I vescovi: Gesù rifiutato come gli stipati su barconi, perduti negli abissi

Alla vigilia di Natale molti messaggi rivolti ai fedeli puntano l'indice contro il razzismo e l'odio imperante

Il bambinello nero del presepe di Viareggio

Il bambinello nero del presepe di Viareggio

globalist 24 dicembre 2018
Chissà se i ‘vescovoni’ che predicano pace e fraternità siano i veri portatori dei valori cristiani o se - al contrario - con il rosario in mano sia meglio spacciare odio, razzismo .
Perché alla vigilia di Natale sono molti i Vescovi italiani che tuonano contro l’egoismo dei nuovi intolleranti
"Auguro ai cristiani un Natale entusiasticamente missionario, che contagi di amabile verità' un mondo in cui troppi usano il nome e le cose di Gesù per far soldi o per avere voti. O peggio, per costruire muri e seminare paura".
 Lo ha detto il vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, nel messaggio per le festività natalizie inviato alla diocesi. Lo riferisce l'agenzia dei vescovi.
Dio nasce ai margini di un'umanità senz'anima
Da Nazareth a Gerusalemme, sostando nelle grotte del borgo di Betlemme, stipati tra le bestie, nasce la vita vera, che sana le ferite illumina le menti, rinsalda l'umanità". E' un passaggio del messaggio augurale per Natale di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina.
"Non c’è posto per loro" è il ritornello che si ripete per "vagito di un bambino, lo stesso in ogni stirpe, dolori di una mamma, gli stessi in ogni dove, fatica di un padre, stesso sudore in ogni suolo".
L'attualizzazione dell'immagine del rifiuto si manifesta "dall'Africa all'Oriente, passando per deserti, patendo ogni violenza, mercificati come schiavi, stipati su barconi, perduti negli abissi", dove ci sono persone che "tendono le mani imploranti, mendicanti di vita e di pace". "Mentre le nostre chiese risplendono di bagliori, in rifugi di fortuna nasce la vera luce" scrive. E sottolinea: "E' il Dio che nasce, ai margini di un'umanità senz'anima, tra strade indifferenti, negli occhi di chi implora, lungi da credenze imborghesite"