Il prete leghista con i fucili in sagrestia: "Sono favorevole alla legittima difesa di Salvini"

La storia di Don Antonio Mandrelli, 73 anni, parroco a Pietralunga, emersa dopo che il sacerdote ha denunciato il furto di una pistola e due fucili che teneva in canonica

Altare

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globalist 28 febbraio 2019
Porgere l’altra guancia come diceva Gesù? No, due fucilate. La ricetta leghista a volte arriva anche tra i preti. Purtroppo.
Don Antonio Mandrelli, 73 anni, parroco della chiesa Santa Maria delle Grazie di Castelfranco a Pietralunga (Perugia) si è detto favorevole alla "legittima difesa".
La storia del sacerdote di campagna con la carabina ("Sono d'accordo con Salvini e simpatizzo per la Lega") è stata raccontata da La Nazione. Lui, nonostante la tonaca, possedeva una pistola e due fucili.
Alla domanda de La Nazione su cosa fa un prete armato, l'anziano sacerdote non esita a ribadire di "credere nella legittima difesa" e lo fa anche pensando se avesse incrociato i ladri dentro la sua casa.
"Sono a favore alla legittima difesa - ha aggiunto in secondo momento all'Ansa - perché le persone per entrare in casa devono bussare o suonare il campanello; se uno entra, invece, senza permesso è un potenziale ladro e anche assassino".
Il sacerdote ricorda che prima dell'ultimo episodio del quale è stato vittima, in precedenza tre uomini si erano avvicinati alla sua abitazione, ma erano stati scoraggiati "in quanto alcune persone del paese li avevano notati", racconta. "Sono d'accordo con il ministro Salvini che vuole introdurre la legittima difesa - ha nuovamente sottolineato. - Per chi voto? Il voto è segreto, ma sono simpatizzante della Lega".
Si definisce un "prete contadino, un pastore di anime e del corpo" e quando dice di non aver paura di vivere in un posto isolato lo fa raccontando che ha comunque il telefono e "dalla mia casa vedo le luci delle altre abitazioni in lontananza e poi ho il mio salvavita" alludendo ai due fucili.