Scrivono "rampa handicappati" nella segnaletica: è polemica a Bologna

Nel 1999 l'Organizzazione mondiale della Sanità aveva eliminato il termine 'Handicap' dai documenti ufficiali e internazionali. Accade che nel 2019, accanto al palazzo della Regione emiliana, compaiano ancora scritte simili

La scritta incriminata a Bologna: "Rampa handicappati"

La scritta incriminata a Bologna: "Rampa handicappati"

globalist 22 marzo 2019
Una "rampa handicappati" a due passi dalle Torri della Regione Emilia-Romagna che è "vergognosa", uno "schiaffo" anche perché "nella 'dotta' e 'politicamente corretta' Bologna".
Così, sulla pagina Facebook Vorreiprendereiltreno Iacopo Melio, 26enne da anni portavoce delle esigenze di chi, come lui, ha una disabilità e ogni giorno deve affrontare barriere non solo architettoniche ma anche culturali e sociali, divenuto 'famoso' nel 2014 per uno scambio di tweet con l'ex ministro Maria Chiara Carrozza.

"Cammini, alzi la testa e ti sembra di ricevere uno schiaffo in faccia. Sgrani gli occhi: 'No, è impossibile!' È questa la sensazione che si prova nel vedere nel 2019 la segnaletica riportante la vergognosa scritta 'Rampa handicappati'", scrive rilanciando le foto pubblicate dalla stampa locale.
"E pensare - aggiunge - che già nel lontano 1999 l'Organizzazione mondiale della sanità aveva compiuto il passo di eliminare il termine 'Handicap' dai documenti ufficiali e internazionali".

Una denuncia che non è passata inosservata. "Non è l'unico cartello - afferma il consigliere regionale Gian Luca Sassi, ex M5s - Ne esiste un altro situato nell'accesso dal vicino giardino geologico alle Torri'. Senza contare, aggiunge Sassi, le condizioni "indecenti" del percorso per i non vedenti e la relativa segnaletica, "ormai vetusta e non in linea con la normativa anti-discriminazioni".

Sassi rileva altresì che "gli atti regionali riguardanti le persone con disabilità non utilizzano un termine univoco ma ancora oggi ancor oggi utilizzano vari termini. Da 'handicap' e 'handicappato', 'portatore di handicap', 'diversamente abile', 'disabile', 'diversabile' nonostante 'Persone con disabilità' sia il termine utilizzato dall'Onu e dallo Stato italiano".

Eppure enti pubblici e Regione sarebbero estranei alla vicenda, come riporta il Corriere della Sera:
"Come specificato dallo stesso Melio, quello che riporta la scritta è un edificio privato. E dunque l'ente, come confermano dagli uffici di viale Aldo Moro, è decisamente estraneo a questo vicenda, che in poco tempo ha infiammato il dibattito sui social".