Continuano i razzi tra Israele e Gaza: le truppe di Netanyahu minacciano di entrare nella Striscia

Israele durante la notte ha inviato nuove truppe al confine con la Striscia di Gaza e se occorre è pronto ad entrare nella città. Intanto continua la lotta a colpi di razzi e incursioni

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globalist 27 marzo 2019

Nessun cessate il fuoco con Hamas. Israele ha deciso l'invio di altre truppe al confine con la Striscia e se occorre è pronto ad entrare a Gaza.

Dopo una notte di tensione fra razzi e raid nonostante la tregua sbandierata ieri dalla milizia palestinese, un nuovo lancio è stato identificato dall'esercito israeliano nel sud del Paese, dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme.


Israele ha compiuto in risposta una serie di raid aerei contro obiettivi di Hamas. Un portavoce dell'esercito israeliano ha confermato i raid aerei.
Il portavoce ha precisato che tra gli obiettivi presi di mira vi sono una base militare di Hamas e un sito per la produzione di armi a Khan Yunis. Israele, ha aggiunto, ritiene Hamas responsabile per ogni atto ostile proveniente da Gaza.
Anche fonti palestinesi confermano che i raid hanno preso di mira una zona nelle vicinanze del porto di Khan Yunis.
I consigli municipali delle località israeliane vicine al confine con Gaza, così come nella regione centrale e settentrionale di Israele hanno aperto i rifugi in attesa di una risposta agli attacchi.


La decisione di mobilitare ulteriori truppe (una brigata di fanteria, un battaglione di artiglieria e unità di riservisti) è stata presa al termine della riunione di sicurezza presieduta a Tel Aviv dal premier Benyamin Netanyahu (che è anche ministro della Difesa) appena sbarcato dall'aereo che lo ha riportato in patria dagli Usa.
"Hamas deve sapere che Israele non esiterà ad entrare" nella Striscia e "a fare tutti i passi necessari" collegati "ai bisogni di sicurezza" del Paese, ha avvertito il premier.
Poi, in collegamento con la Conferenza dell'Aipac a Washington, ha detto chiaramente che Israele "è pronto a fare molto di più.
E lo faremo per difendere il nostro popolo e il nostro Stato".
Che la situazione resti grave - anche se una parvenza di normalità in queste ore è tornata da una parte e dall'altra del confine - lo ha certificato lo stesso Consiglio di sicurezza Onu riunitosi oggi al Palazzo di Vetro per cercare di evitare il peggio.
Questa volta, tuttavia, l'assunto iniziale appare diverso dai precedenti: come dichiarato dall'inviato delle Nazioni Unite Nikolay Maldenov, "i razzi sparati da Gaza nell'area di Tel Aviv, in Israele, sono un'escalation molto seria e una provocazione. Si sta attraversando - ha denunciato - un'escalation molto preoccupante a Gaza, gli ultimi giorni hanno portato ancora una volta sull'orlo della guerra".


Non è un caso dunque l'invio di nuove truppe, che si sommano a quelle schierate subito dopo il razzo da Gaza che ieri mattina ha centrato un casa di Mishmeret, a nord est di Tel Aviv, 120 chilometri dalla Striscia, facendo 7 feriti.
L'intero apparato di difesa del Paese, a due settimane dalle elezioni del 9 aprile, resta quindi in allarme e la situazione appare sospesa.
Per tutta la giornata di oggi sono continuati d'altra parte i lanci di palloni esplosivi e incendiari da Gaza verso Israele, così come i tentativi di infiltrazione dalla Striscia verso lo Stato ebraico e le violente azioni delle 'Unità della notte' di Hamas. ùMolto - ma non tutto a questo punto - appare legato alle prossime mosse di Hamas, che intende peraltro portare un milione di persone lungo la barriera di separazione per celebrare un anno di Marce del Ritorno, il prossimo venerdì 30 marzo.
Le comunità israeliane attorno alla Striscia da mesi chiedono sicurezza e questo, non solo in campagna elettorale, è un argomento molto serio in Israele. Non a caso il ministro dell'Educazione Naftali Bennett, leader di Nuova destra, concorrente di Netanyahu, ha definito il cessate il fuoco con Hamas "imbarazzante" per Israele.
"Farei qualsiasi cosa - ha insistito criticando il premier - per fermare questo imbarazzo. La distruzione di un altro edificio vuoto indebolisce ancor di più la deterrenza di Israele e porterà più razzi sopra le nostre teste".
Netanyahu ha anche questo fronte aperto.