Il Presidente dell'Istat relatore al Congresso di Verona: scoppia la polemica

La senatrice Monica Cirinnà: "vergognoso che il presidente di un ente per sua natura imparziale partecipi a una manifestazione così dichiaratamente di destra"

Gian Carlo Blangiardo

Gian Carlo Blangiardo

globalist 27 marzo 2019
In seguito alle proteste, il Presidente dell'Istat Giancarlo Blangiardo ha rinunciato alla sua partecipazione al Congresso delle Famiglie. 

La senatrice Monica Cirinnà ha definito "vergognosa" l'adesione di Giancarlo Blangiardo, presidente dell'Istat in quota Lega, al Congresso della Famigia di Verona, dove parteciperà come relatore. 
"Il rappresentante di una istituzione così fondamentale per la vita della Repubblica - sottolinea la Cirinnà - ha il dovere di mantenersi imparziale, per garantire il prestigio dell'Istat stesso. Blangiardo non è nuovo, purtroppo, a prese di posizione di questo genere: avevamo avvisato che la sua nomina era gravemente inopportuna".
"la crisi demografica" continua la Cirinnà, "non si affronta promuovendo un solo tipo di famiglia nè tantomeno relegando le donne nella dimensione privata e familaire come vorrebbero gli organizzatori del Congresso. Le famiglie non si sostengono favorendo l'egemonia culturale di un modello retrogrado e ideologico di relazioni familiari: la natalità cresce quando nelle famiglie, tutte, è garantita la pari opportunità fra donne e uomini, quando c'è parità di accesso ai congedi, quando vi sono reali politiche di sostegno all'infanzia e alla conciliazione tra lavoro e vita familiare, soprattutto per le donne".
Alla protesta si uniscono inoltre la Cgil, Flc e Femministat (associazione che riunisce le donne dell'Istat), che scrivono: "Riteniamo che la partecipazione di Blangiardo, che da oltre un mese è il presidente dell'Istat, a un evento così connotato politicamente, metterebbe decisamente a rischio la reputazione del nostro Ente. I lavoratori e le lavoratrici dell'Istat non possono e non devono essere rappresentati dal loro presidente in un Convegno che si propone di discutere la soppressione di diritti fondamentali conquistati dai movimenti delle donne e delle comunità Lgbt".
"Blangiardo si renda conto che, per il ruolo che ora riveste, non può più partecipare a manifestazioni politiche esplicitamente di destra come quella di Verona, che nulla hanno di 'accademico' o 'scientifico'".
E la Flc Cgil chiede quindi a nome dei lavoratori a Blangiardo di "smentire quello che si legge in rete e di rinunciare a presenziare al congresso di Verona, declinando ufficialmente l'invito".
Quella di Blangiardo è però solo solo una delle presenze destinate a far discutere assieme a quella di Silvana De Mari, medico e scrittrice di libri fantasy condannata per diffamazione perché secondo il giudice "offendeva in più occasioni l'onore e la reputazione delle persone con tendenza omosessuale" e sostenitrice di una relazione tra omosessualità e satanismo. La De Mari è stata al centro di polemiche anche per affermazioni che sostengono sia "documentato che gli uomini che fanno sesso con altri uomini hanno rischi maggiori di contrarre malattie e tumori".