Il dolore del capo di Open Arms: "Abbiamo visto morire decine di Alan Kurdi"

Il fondatore di Open Arms al Festival del Giornalismo di Perugia: "abbiamo visto morire decine di migliaia di persone e il governo vuole rimandarli in Libia, dove c'è la guerra"

Oscar Camps

Oscar Camps

globalist 6 aprile 2019
Ospite al Festival del Giornalismo di Perugia, Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ha parlato della situazione della nave Alan Kurdi (la nave dal nome ispirato al piccolo Ailan, il bambino curdo con la maglietta rossa morto sulla spiaggia in Grecia), usando parole pesantissime: "fino ad oggi sono morti migliaia di Alan Kurdi, ne abbiamo visto morire decine. Non è la stessa cosa vedere un morto e veder morire qualcuno; non è lo stesso vedere una foto o cercare di salvare le persone e non riuscirci".
Open Arms è stata a lungo bersagliata dal ministro Salvini per la sua attività di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo: "è stata costruita una campagna mediatica, non solo contro le Ong, ma contro i poveri, da parte di governi incapaci che non sanno trovare soluzioni concrete". 
Poi, sulla questione libica, Camps ha continuato: "se la Libia non è in grado di controllare la sicurezza, se non ha un apparato giuridico che difenda i diritti dei cittadini, come possiamo considerare legale il riportare i migranti laggiù? Si tratta di riportare in un paese in guerra le persone che scappano dalla guerra".