Lucano candidato a Riace: " Io in esilio, Siri al governo difeso da Salvini"

Il sindaco sospeso si presenta come consigliere: "In tutta Italia c’è bisogno di umanità. Per questo siamo diventati un punto di riferimento"

Mimmo Lucano e Beppe Fiorello

Mimmo Lucano e Beppe Fiorello

globalist 28 aprile 2019
Una rivendicazione d’orgoglio: "Riace è stata l'opera pubblica più bella della Calabria, costruita accogliendo chi scappava dalle guerre. Non possiamo permettere che la distruggano".
Mimmo Lucano parla così della sua candidatura a consigliere di Riace, dove è stato sindaco per tre mandati e da dove ora è esiliato.
"Non mi spaventa ricominciare dal zero", ha detto in un'intervista. "Credo nel potere dei governi locali di cambiare le cose dal basso, puntando sulla partecipazione diretta. Un po' come accade in Rojava. I curdi per me sono sempre stati d'ispirazione".
Lucano ha spiegato di aver rifiutato una candidatura alle Europee: "La sfida è qui e io non mi sottraggo al confronto, né ai processi, come hanno fatto alcuni ministri".
"Non cerco immunità. Ma inizio a pensare che ci siano cittadini di serie A e di serie B. Da quello che leggo, il sottosegretario della Lega, Armando Siri è accusato di cose ben più gravi di quelle che imputano a me. Eppure lui è al governo, difeso dal ministro dell'Interno, io in esilio".
Sulle amministrative “è difficile fare previsioni. Siamo sempre stati eletti con percentuali crescenti di voti, ma gli eventi di questi mesi hanno creato sconforto e divisioni", osserva Lucano. "In paese pero' molti rimpiangono 'il borgo dell'accoglienza'. Di certo ci impegneremo, perché è una sfida che va oltre il territorio. In tutta Italia c’è bisogno di umanità. Per questo Riace è diventata un punto di riferimento".