L'arcivescovo di Palermo si scaglia contro il decreto Salvini: "è disumano"

Corrado Lorefice in appoggio a Biagio Conte, da ieri in sciopero della fame per protestare contro l'espulsione di Paul, un immigrato ghanese da 17 anni in Italia

Corrado Lorefice

Corrado Lorefice

globalist 30 aprile 2019
Avevamo già raccontato la storia di Paul, un immigrato ghanese di 51 anni che da 17 vive a Palermo e da 10 lo fa ospite e membro attivo della Missione Speranza e Carità del missionario laico Biagio Conte, che ha annunciato uno sciopero della fame per evitare che Paul venga espulso dall'Italia per effetto del decreto sicurezza.
In aiuto di fratello Biagio è intervenuto l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, che ha parlando di 'decreti disumani': "chi viene qui e viene nel segno di un bisogno di pace e di pane e non fa male a nessuno dopo anni di accoglienza, di bene fatto alla convivenza dei palermitani, non è giusto che sia rimandato a casa".
In Africa, nel suo paese di origine, Paul era un idraulico e a Palermo ha donato il suo servizio a tutti "i fratelli della Missione". Ha riparato impianti idraulici abbandonati all'incuria da decenni, ha aiutato tanti italiani e stranieri che dormivano per strada. Preziosi i suoi interventi per riparare i bagni della "grande casa che è la Missione". Di lui parla Biagio Conte: "Paul, sempre amico di tutti... Adesso un provvedimento che proprio non comprendiamo vorrebbe espellerlo dall'Italia".
Oggi il missionario ha diffuso un altro messaggio: "Sono pronto a tutto, anche a donare la vita... Non accetto la persecuzione in atto contro gli immigrati... L'Italia non merita questo ingiusto comportamento - dice Biagio Conte - non possiamo dare questo cattivo esempio. Salviamo e regolarizziamo chi è in Italia da tempo. Abbandonare gli immigrati a se stessi è un tentato omicidio, una vera ingiustizia".