La Cassazione assolve Marino, l'ex sindaco di Roma: "il caso è chiuso"

Il caso scontrini è stato del tutto archiviato e Marino scrive su Facebook: "ciò che rimane aperto sono le motivazioni del Pd e parte dei Consiglieri di Centro-Destra di interrompere il cambiamento"

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

globalist 15 maggio 2019
"Il caso è chiuso: ciò che rimane aperto sono le motivazioni che hanno portato tutti i consiglieri del Partito Democratico e parte dei Consiglieri di Centro-Destra a recarsi da un Notaio per interrompere il cambiamento che si stava realizzando. Queste sono le uniche motivazioni che ancora oggi non sono state depositate". 
Con questo post pubblicato su facebook l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino commenta la sua totala assoluzione decretata oggi dalla Corte di Cassazione per il 'caso scontrini'. 
Come spiega Marino, "le cene di rappresentanza oggetto di tanta attenzione da parte del Partito Democratico, dei partiti di Centro-Destra e del Movimento 5 Stelle sono state giudicate dall'Alta Corte attività ordinaria di promozione dell'immagine e del prestigio della Capitale d'Italia che centinaia di migliaia di romane e romani mi avevano chiamato a guidare con il loro voto democratico. Per la Cassazione, quindi, l'esposto del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d'Italia denunciava un fatto che semplicemente "non sussiste". Insomma era "carta straccia". La Cassazione, dove sono stato brillantemente assistito dal Professor Enzo Musco e dall'Avvocato Alessandra Martuscelli, ha ribadito che il mio operato è sempre stato corretto".
E adesso bisognerebbe attendere le scuse del Pd, che all'epoca dei fatti rinunciò a difendere il suo sindaco lasciandolo in balia delle bordate dei cinque stelle.