Il monito di Liliana Segre: "L'odio è latente è nelle parole e nei gesti"

La senatrice a vita sopravvissuta alla Shoah ricorda gli ebrei cancellati dagli albi per le leggi razziali. "attenzione all'indifferenza"

Liliana Segre con Mattarella

Liliana Segre con Mattarella

globalist 11 giugno 2019
Lei dell’odio e della discriminazione è stata vittima. Ha perso la sua famiglia nella Shoah e è sopravvissuta dopo aver patito tanto dolore e dovendosi confrontare ogni giorno con ferite che non potranno mai rimarginarsi.
"L'odio è latente è nelle parole, nei gesti, per strade, nelle riunioni condominiali. Oggi c’è chi dice: 'tranquilli ci sono io, voi non preoccupatevi più di nulla, ci sono io che faccio il bene dell'Italia, ci sono io che scelgo il meglio per voi', ed è molto più facile di nuovo stare in silenzio indifferenti e lasciare che qualcuno decida. Così si sta in silenzio, poi però dopo anni ci si pente di questa indifferenza, ma spesso è troppo tardi".
E' un passaggio del discorso della senatrice a vita Liliana Segre, al Palazzo di giustizia di Milano durante un incontro dal titolo 'Le leggi razziali e l'esclusione della professionale legale degli avvocati ebrei a Milano'.
Dopo l'incontro la senatrice, Vinicio Nardo, il presidente dell'ordine degli avvocati di Milano, Giorgio Sacerdoti, presidente di Age, il presidente del Tribunale milanese Roberto Bichi e il presidente della Corte d'Appello di Milano Marina Tavassi, hanno inaugurato al primo piano del Palazzo di giustizia una targa in ricordo dei 106 avvocati ebrei cancellati e discriminati a causa delle leggi razziali del 1939.