A forza di negare il razzismo in Italia finiremo circondati dal Ku Klux Klan

L'azienda che non vuole corrieri di colore è solo l'ultima di una lunga serie di episodi che dimostrano il razzismo dilagante in Italia e in Occidente

razzismo in Italia

razzismo in Italia

globalist 4 luglio 2019
L'ultima è quella dell'azienda che non vuole corrieri di colore e, per non sbagliarsi, precisa che non ne vuole nemmeno pakistani, indiani 'o simili', espressione che denota il disprezzo verso altri esseri umani.
Solo pochi giorni orsono Sara Gama, l'italianissima capitana della nazionale femminile di calcio di madre italiana e padre africano, era stata insultata perché scura di carnagione e perché - ovviamente - quelle come lei non sono italiane.
Le cronache ci raccontano di cameriere e commesse rispedite indietro perché se 'nere' non vanno bene e perfino alcuni datori di lavoro si sono giustificati con il fatto che loro non sono razzisti, ma i clienti non gradirebbero e allora...
Non parliamo degli stranieri insultati e aggrediti in strada senza che avessero fatto nulla, ma solo per il colore della pelle. O degli autisti di autobus che tirano dritto se alla fermata ci sono gli 'odiati' africani, o di coloro che insultano le passeggere nere alludendo a cattivi odori e sporcizia o quello che dice: "Tanto Salvini vi manda a casa".
O il bullo napoletano (che fu zittito da una dipendente della Rai poi premiata da Mattarella) che inveiva sulla Circumvesuviana contro una passeggera straniera che stava seduta al suo posto senza aver detto o fatto nulla di male.
Dagli atti giudiziari, poi, sono emerse storie di fascisti e estremisti di destra che tra le loro imprese si vantavano di andare in giro a picchiare stranieri, con una prevalenza per i bengalesi che, a dir loro, erano persone miti e che non avrebbero mai denunciato. Li chiamavano i 'bangla' tour.
In altri termini mentre c'è la rincorsa a dire che in Italia non c'è razzismo, mentre tutti stanno a minimizzare ci sono nel paese decine e decine di episodi di intolleranza etnica che dimostrano come il razzismo sia parte integrante di un modo di ragionare che, purtroppo, non è così diffuso.
A forza di chiudere gli occhi e di non reagire (anzi, a volte qualcuno applaude) a questi continui episodio di discriminazione e odio razziale, che sono pure reati, presto assisteremo alle manifestazione dei 'suprematisti bianchi' insieme al Ku Klux Klan e ai nazisti dell'Ilinois.
Che vogliamo fare? Aspettarli con le mani in mano? O appoggiare tutte quelle forme civili e democratiche di resistenza?