Sicilia: così i capi loggia sapevano e avvertivano "fratelli" e mafiosi delle cimici

Dalle inchieste emerge il ruolo di Lucio Lutri, in funzionario della Regione Siciliana del settore Energia, maestro di una loggia e uomo centrale dell'operazione su "mafia e massoneria

Massoneria

Massoneria

globalist 3 agosto 2019
di Tancredi Omodei
Lucio Lutri, in funzionario della Regione Siciliana del settore Energia, maestro di una loggia e uomo centrale dell'operazione su "mafia e massoneria" avviata nei giorni scorsi in Sicilia, tra Licata e Palermo, sapeva di mafiosi e massoni intercettati dagli investigatori. Addirittura sapeva il giorno esatto in cui erano iniziate le intercettazione. Coma faceva a saperlo, chi è il doppiogiochista tra Stato e anti Stato?
Sta di fatto che Luicio Lutri - come emerge dalle carte scritte dai magistrati - avvertiva Angelo Lauria e Girolamo Casa:"Avete le cimici della Dia...". Ad Angelo Lauria glielo diceva per la farmacia, a Casa lo avvertiva che doveva evitare di parlare pure in campagna, tra gli alberi:"Vedi che qua non devi parlare,,,che qua, in mezzo alle pietre cattive ci sono...mandarini seminati...".
Dove per mandarini intendeva proprio le cimici degli investigatori che seguivano le trame di massoni e mafiosi. Dai due gran maestri individuati, dai mafiosi smascherati, il lavoro di investigatori e magistrati si è spostato sugli insospettabili, "professionisdti e uomini delle istituzioni". Ed è tra loro che va cercato chi ha passato a Lucio Lutri le informazioni sulle intercettazioni. Per questo, numerose perquisizioni e il sequestro degli elenchi di due logge, quelle che vedevano a capo i due uomini al centro della rete dedita al business degli appalti e al crimine.
Lutri avvertiva i suoi di stare attenti alle intercettazioni, ma gli mancava un elemento: che anche lui era sotto controllo. Avvisava gli altri ma nello stesso momento era intercettato mentre metteva sul chi va là la schiera di complici.
Il 28 ottobre 2016, si legge nelle carte dell'inchiesta, Lutri dice a Giovanni Mugnos ( uno della combriccola ) di aver saputo delle microspie in farmacia. La parola d'ordine è "prudenza". "Vai da Angelo e gli devi dire che quando deve parlare con noi, quando lui vuole parlare con me, si prende la macchina e si fa un'oretta...Perché sarà da giorno 5 che lui ha le microspie...". E aggiunge:"Ma non perché Angelo Lauria...Ah...è il suo nome anche a livello di DIA è qua...però c'è un passato". Parole inquietanti, che suggeriscono un importante canale di informazione dall'altra parte della barricata. Modus operandi tipico dei clan e dei clan massonici: avere disponibilità insospettabili, complicità e adesioni di grande utilità. Le logge sono capaci di ricambiare, la loro tela delle relazioni è smisurata. Nelle stesse carte, non a caso si parla anche del tentativo di "aggiustare" un procedimento giudiziario". Mafia, massoneria e politica, perché c'è anche un parlamentare regionale "toccato" dall'inchiesta. Scenari conosciuti, che si ripropongono, come quei mostri ai quali pensi di aver tagliato la testa, e tornano minacciosi a vivere.