L'Italia sta male, soffre di stupidità, cattiveria e razzismo. Va curata

Siamo più cattivi o razzisti? O, se si vuole, siamo diventati prima cattivi e poi razzisti, o viceversa?

Un migrante a Ventimiglia

Un migrante a Ventimiglia

Onofrio Dispenza 16 agosto 2019

Siamo più cattivi o razzisti? O, se si vuole, siamo diventati prima cattivi e poi razzisti, o viceversa? Forse l'origine dell'una e dell'altro, della cattiveria e del razzismo, è una profonda stupidità, una sorta di mamma. Papà incerto.


Aprendo le pagine dei giornali, al mattino, si conferma che la stupidità, mamma di cattiveria e razzismo spazia senza frontiere, non conosce confini, ceto sociale, sesso, età. Mamma e figli, stupidità con razzismo e cattiveria spesso li incontriamo mano nella mano. Come a Ventimiglia, dove un vecchio sindaco leghista, forse per la terza volta primo cittadino, ora leghista col bollo, ha fatto smurare una fontanella perchè lì andavano a bere e a lavarsi i profughi che non vedono l'ora di  andarsene dall'Italia e che in Italia sono approdati perchè il buon Dio ha fatto dell'Italia il Sud più estremo d'Europa. "Bevevano e si lavavano, per questo l'ho fatta smurare e rimontare all'interno della villa comunale. Il problema è l'utilizzo che se ne fa, non chi la utilizza", ha fato sapere il sindaco che così, a modo suo, ha voluto rispondere all'accusa di razzismo. Non gli è passato per la testa che chi ha a casa acqua, lavabo e doccia può fare a meno della fontanella; che alla fontanella si avvicina chi non ha bagno, lavabo e doccia che l'amministrazione pubblica nel modo più dignitoso dovrebbe loro assicurare. Anche perchè, va ricordato al sindaco, tra i tanti profughi potrebbero esserci, e ci sono, fedeli musulmani che alla preghiera, incontro con Dio, devono andare dopo essersi lavati. Dettaglio non secondario. Ecco, il sindaco di Ventimiglia è sintesi di stupidità, cattiveria e razzismo.
Poi ci sono i casi in cui si incontrano stupidità e cattiveria, con il razzismo da incontrare più in là, incontro solo rinviato, alla prossima occasione.
Napoli, una donna di 28 anni, Federica, incinta, in attesa del parto, fa un po' di movimento, una corsetta in uno spazio della città che lo consente. All'improvviso sente che il parto si è avvicinato, ha le doglie.
Vede arrivare un autobus, proprio il 604 che porta proprio all'ospedale Cardarelli. In quel momento, è il modo più veloce per arrivarci.
Agitata e preoccupata, si è appena seduta quando passa il controllore. La trova senza biglietto, la giovane donna spiega, non c'è ragione che valga, scatta la multa. Non è finita, il bus anziché lasciare la giovane partoriente davanti al Caldarelli, la fa scendere. Sono le 11 e 20, alle 11 e 48 il ricovero della giovane donna che, con comprensibile angoscia recupera un passaggio.
Di seguito il parto. E poi?
L'Azienda dei trasporti preferisce restare stupida anche nelle giustificazioni seguite al parto. Alla donna dovrebbe spettare il pagamento di una sanzione  di 71, 48 euro che può lievitare quasi fino al doppio.


Queste sono piccole cronache di ordinaria stupidità, cattiveria e razzismo, poi ci sono quelle grandi che segnano in maniera indelebile la Storia di una comunità. Eppure, dalla stupidità e dalla cattiveria si può guarire, forse anche dal razzismo, ma questo è cosa grave e prevede una cura molto più lunga, un'assistenza continua e intelligente. Ma bisogna iniziare la terapia, non c'è più tempo. Questo Paese è davvero malato e non possiamo sperare che passi il 604.