Il Papa: "La xenofobia è una malattia, alcuni discorsi ricordano quelli di Hitler"

Francesco sul volo di ritorno dall'Africa: "E mettiamo muri, no? E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano"

Papa Francesco

Papa Francesco

globalist 10 settembre 2019

Le xenofobie tante volte cavalcano sui cosiddetti populismi politici. Ho detto la settimana scorsa o l'altra che delle volte sento in alcuni posti discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel '34".


Lo ha denunciato il Papa sul volo di ritorno dall'Africa rispondendo ad una domanda su cosa pensi del problema dell'educazione dei giovani in Africa.
"Si vede - ha aggiunto Bergoglio - che c'è un ritornello in Europa, ma anche in Africa. Io ho letto sui giornali di questo problema della xenofobia. Ma non è un problema solo dell'Africa, è una malattia umana, come il morbillo. E' una malattia, ti viene, entra in un paese, entra in un continente. E mettiamo muri, no? E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì, lasciano fuori tanta gente, ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti. Ma la xenofobia è una malattia: una malattia 'giustificabile', tra virgolette, no la purezza della razza, ad esempio, per nominare una xenofobia del secolo scorso”.
"Anche voi in Africa avete un problema culturale che dovete risolvere. Io ricordo che ne ho parlato in Kenya, il tribalismo. Lì - ha osservato - ci vuole un lavoro di educazione, di avvicinamento fra le diverse tribù per fare una nazione. Abbiamo commemorato il 25esimo della tragedia del Rwanda, poco tempo fa. Un effetto del tribalismo. Io ricordo in Kenya, nello stadio, quando ho chiesto a tutti di alzarsi, di darsi la mano, e dire 'No al tribalismo, no al tribalismo', dobbiamo dire no. Questo anche è una chiusura e anche una xenofobia, una xenofobia domestica, ma è pure una xenofobia. Si deve lottare contro questo: sia alla xenofobia di un paese con un altro, sia alla xenofobia interna. E in alcuni casi di Africa al tribalismo che ci portano alla tragedia del Rwanda, ad esempio".