Uccise un uomo a sprangate: concesso un permesso premio per festeggiare i 18 anni

Una festa, le foto che sono finite sui social e la 'vergogna' espressa dalla famiglia del vigilante che ha scritto una lettera ai giudici chiedendo "il massimo rigore ricordando il dolore che proviamo ogni giorno".

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

globalist 10 settembre 2019
Un permesso premio per festeggiare il suoi 18 anni, dopo neanche un anno di cella e con una condanna a 16 anni e mezzo per aver ucciso "con crudeltà" il vigilante Franco Della Corte, colpito a morte il 16 marzo 2018 all'esterno della metro di Piscinola, a Napoli. Una festa, le foto che sono finite sui social - come raccontano oggi organi di stampa - e la 'vergogna' espressa dalla famiglia del vigilante che ha scritto una lettera ai giudici chiedendo "il massimo rigore ricordando il dolore che proviamo ogni giorno".
    E' la figlia del vigilantes - ucciso dal 18enne e da altri due imputati, anch'essi minorenni, che lo aggredirono di spalle e lo colpirono con delle spranghe - a scrivere la lettera e a dire, tra l'altro, questo: "A chi gli ha accordato il permesso mi permetto di ricordare che di recente ho compiuto 22 anni ma non ho spento candeline e non ho avuto torte e regali. E lo sa perché? Perché chi oggi festeggia ha ucciso mio padre, la persona più importante della mia vita".