La Caritas contro il decreto sicurezza: "Il governo corregga gli effetti negativi"

Da dicembre 2018 sono 77 le persone vittime del decreto sicurezza accolte dalla Caritas ambrosiana, che afferma: "questo provvedimento produce solo danni"

Caritas ambrosiana

Caritas ambrosiana

globalist 25 ottobre 2019
Gli effetti del decreto sicurezza di Salvini sono stati devastanti: tantissime le persone strappate dai centri di accoglienza e gettate in mezzo a una strada sin dal dicembre 2018. Tra queste, 77 sono accolte dalla Caritas ambrosiana, a proprie spese, quasi tutti provenienti da Paesi centro africani, titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari, che avrebbero dovuto lasciare i centri che le cooperative promosse dall'organismo diocesano gestivano per conto della prefettura, in conseguenza dell'applicazione del decreto Sicurezza.
"L'uscita dal sistema di accoglienza avrebbe comportato per tutti loro l'interruzione dei percorsi di integrazione che avevano intrapreso, grazie al sostegno degli operatori e dei volontari delle parrocchie che gravitano attorno alle strutture. Fuori dalle accoglienze, non avendo ancora ottenuto una piena autonomia, avrebbero allungato la fila delle persone in cerca di aiuto ai centri di ascolto delle parrocchie", si spiega dalla Caritas Ambrosiana.
Caritas Ambrosiana aveva scelto nei mesi scorsi di continuare i progetti, facendosi carico dei costi. "Abbiamo presa questa decisione per opporci, in maniera costruttiva, ad un provvedimento che riteniamo dannoso per i migranti e per la collettività nel suo insieme perché produce più insicurezza", spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. "Ora auspichiamo che il nuovo governo trovi il modo di correggere gli effetti distorti di quel provvedimento, affinché possa essere data una soluzione generale a tutti i migranti che si trovano in questa situazione, nell'interesse loro, delle comunità e del Paese. In particolare chiediamo di dare la possibilità ai richiedenti asilo di essere inseriti nel Siproimi, il sistema di accoglienza per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati che ha sostituto lo Sprar e di reintrodurre i permessi per ragioni umanitarie o una forma equivalente".