Ruini ha nostalgia del trono-altare, Papa Francesco dialoga con la gente e i popoli

L'ex presidente della Cei ha rispolverato una visione “politicista” che mancava da quando Francesco ha fatto capire che la Chiesa è interessata a tutti i dialoghi, ma con le persone, e la società

Il Papa al sinodo dedicato all'Amazzonia

Il Papa al sinodo dedicato all'Amazzonia

Riccardo Cristiano 3 novembre 2019
C’è qualcosa di interessante nell’intervista concessa al Corriere della Sera dal cardinale Camillo Ruini, in tempi lontani presidente della Cei. Questo aspetto molto interessante è presto detto: come si dialoga? Come dialoga la Chiesa?  Il dialogo, indispensabile, per Francesco si fa con gli italiani, con le loro paure, le loro ansie, le loro urgenze, per Ruini si direbbe che si fa con i leader politici. Se è così è naturale che il cardinale ritenga utile dialogare con Salvini. Questa concezione “politicista” mancava da un po’, diciamo da quando Francesco ha fatto capire che la Chiesa è interessata a tutti i dialoghi, ma con le persone, con la società, e che lo fa tenendo a mente che nel Vangelo ci sono dei valori con i quali camminare, accompagnare, aiutare, nella vicinanza. 
La Chiesa dei piani pluriennali non sarà sparita del tutto, in molti la nostalgia del rapporto trono-altare sarà rimasto, ma Francesco è riuscito a far capire che questo sistema è passato, il passato. Non perché rifiuta dialoghi, ma perché li fa altrove, non nelle stanze dei bottoni, ma nelle piazze, nelle periferie, nei porti, negli aeroporti e così via. L’idea di fondo in Francesco è che il cristianesimo cresce nell’esempio, nella testimonianza, nell’accompagnamento, nella condivisione. In Ruini invece sembra proprio che il cristianesimo cresca nell’influenzare il legislatore. Così torna alla mente il caso Welby. Welby non violò la legge della Chiesa, interruppe la ventilazione, e la Chiesa proibisce di interrompere alimentazione e idratazione. Pur avendo detto Francesco che non c’è diritto a morire sono certo che avrebbe cercato il dialogo con  il cattolico Welby, al di là delle idee. Per la passione per l’uomo, che precede la passione per la legge, che in quel caso poi non veniva neanche violata. Ma rimaneva un diverso sentire, sul quale il dialogo era necessario per evitare derive in un senso o nell’altro. 
Il dialogo così si capisce anche come nodo al cuore del dissenso  amazzonico tra il Papa e il cardinale. Francesco vede le persone dell’Amazzonia, irraggiungibili dai preti e quindi dall’eucaristia. Cerca di capire loro, il loro digiuno eucaristico. E pensa a persone inserite nella vita di questi villaggi, di provata fede e specchiata moralità, ai quali offrire la possibilità sacerdotale. Ruini questo dialogo non lo cerca, non sembra interessarlo. Nell’intervista ragiona in termini sociologici, matrimonio in crisi e altre tendenza che con la vita cristiana di milioni di persone abbandonate nella loro Amazzonia non trova un terreno comune. Ripensandoci bene la cosa più interessante di questa intervista sembra stare proprio qui: nel dimostrarci quanto evangelico sia lo stile e il metodo di Papa Francesco.