Più che ai diritti dei carcerati Nicosia pensava agli affari con Cosa nostra

Il collaboratore parlamentare, arrestato due giorni fa, e il boss di Sciacca Accursio Dimino puntavano a grandi affari anche con gli Stati Uniti

Antonello Nicosia

Antonello Nicosia

globalist 5 novembre 2019
Più che alle carceri e ai diritti civili, Antonello Nicosia pensava agli affari da realizzare con la copertura della più alta mafia, quella che ha come "primo ministro" Matteo Messina Denaro. Il collaboratore parlamentare, arrestato due giorni fa, e il boss di Sciacca Accursio Dimino puntavano a grandi affari anche con gli Stati Uniti, pure nel settore delle slot machines. "Noi dobbiamo andare là - diceva Nicosia al boss di Sciacca - in California o in Texas o in un altro posto, non è che per forza dobbiamo farlo a New York... Dobbiamo fare una cosa per fare soldi, anche in un altro Paese… in Canada, non ti puoi preparare per il Canada? Ci sono quelli di Cattolica Eraclea, non puoi vedere di inquadrare a questi? Non ci possiamo andare?". Dimino spiegava: "Da questi per ora non ci arrivo, per ora, perché li hanno là i riberesi". La copertura di Matteo Messina Denaro apriva loro le porte delle famiglie dell'Isola e quelle d'Oltreoceano. Strada facendo poteva esserci qualche "incidente di percorso", un sanguinoso regolamento di conti, ma la "premiata ditta" procedeva come un rullo compressore.
Nell'attesa dei grandi affari americani, Nicosia macinava riunione su riunione, sempre al fianco di boss, a Sciacca, a Porto Empedocle e nel regno del superlatitante. Le intercettazioni, infatti, hanno rilevato una riunione organizzata a Castellammare del Golfo, riunione alla quale parteciparono Sergio Gucciardi, di Sciacca, ma proprietario di due bar a New York, dove sono installate slot machine ("Sarebbe stato affiliato a Cosa nostra da Accursio Dimino", scrivono i magistrati ), e Stefano Turriciano, originario di Castellammare ma che passava molto del suo tempo negli Stati Uniti. Dalle informazioni acquisite dalla polizia giudiziaria, risulta che nel 2007 all’aeroporto di Palermo Nicosia è con Franco Salvatore Montagna, originario di Alcamo e fratello di Sal Montagna, affiliato alla famiglia newyorkese dei Bonanno e assassinato il 24 novembre 2011 a Montreal.
A Castellammare, luogo di riunione era il "Flower cafè".
L'instancabile Nicosia e il boss Dimino avevano messo gli occhi anche sui lavori di ristrutturazione del complesso alberghiero "Torre Macauda" di Sciacca. Puntavano alle forniture e ai lavori di giardinaggio, da far affidare ad una ditta amica. Non grandi somme, decine di migliaia di euro, ma non si lasciava proprio niente, mani su tutto.