Femminicidio, la Cassazione dice no alla "tempesta emotiva" come attenuante

Michele Castaldo uccise nel 2016 Olga Matei in una crisi di gelosia. In appello la pena fu ridotta da 30 a 16 anni perché fu valutato come attenuante lo stato emotivo dell'assassino. E fu polemica

Michele Castaldo

Michele Castaldo

globalist 8 novembre 2019
Nonostante il sostituto procuratore generale di Cassazione Ettore Pedicini ha dichiarato legittimo lo sconto di pena per un omicidio commesso durante una "tempesta emotiva", la Cassazione ha accolto il ricorso della procura generale di Bologna e annullato la sentenza della Corte d'assise d'appello che aveva quasi dimezzato la condanna di Michele Castaldo, che ha ucciso la fidanzata Olga Mattei nel 2016, da 30 a 16 anni. 
La storia del delitto. Il delitto avvenne a Riccione il 5 ottobre 2016: i due si frequentavano da circa un mese quando l'uomo, in una crisi di gelosia, la strangolò a mani nude e poi tentò il suicidio; un gesto ripetuto anche in carcere, a marzo. Per l'omicidio Castaldo fu condannato con rito abbreviato a 30 anni di carcere, ma in appello la condanna è passata a 16 anni (24 anni, ridotti di un terzo sempre per effetto del rito) per il bilanciamento tra attenuanti ed aggravanti dovuto allo stato emotivo, alla valutazione positiva della confessione e della volontà di risarcire la figlia della vittima.
 "Stati emotivi possono essere valutati per la misura della pena". "La sentenza impugnata" - ha sottolineato il sostituto pg di Cassazione chiedendo alla prima sezione penale di dichiarare inammissibile, perche' strutturato in punto di fatto o infondato, il ricorso della procura generale di Bologna - "ha esplicitato le ragioni che giustificano la scelta, che ha valorizzato, pur prendendo atto della gravità del fatto, la situazione psicologica dell'imputato. Ed è in linea con la giurisprudenza della Cassazione, secondo cui gli stati emotivi e passionali possono essere valutati ai fini della misura della pena. Tale valutazione attiene al giudice di merito".