Il sindaco di destra di Pescara nega la cittadinanza a Liliana Segre e le la prende con il Pd

Carlo Masci parla di strumentalizzazione della sinistra e fa un lungo elenco di scuse e pretesti per non dare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita

Liliana Segre

Liliana Segre

globalist 8 novembre 2019

Le giunte di destra non si smentiscono. Professionisti dello sport di rovesciamento della frittata. Ma non possono pretendere che tutti ci cadano: "Respingo ogni provocazione e ogni bassa insinuazione su un tema che richiama alla memoria le atrocità del passato e le intolleranze del presente, che si combattono con la diffusione della cultura e non con slogan di partito e proclami che non sono ne' premesse ne' conseguenze di atti concreti".
Per il sindaco di derstra di Pescara, Carlo Masci, il centrosinistra ha strumentalizzato il dibattito nato intorno alla proposta con cui ha chiesto di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Un "no" quello arrivato dal centrodestra estrapolato da un contesto di frasi che ne hanno travisato il senso, spiega oggi.


"Da sindaco di Pescara- afferma- sarei onorato e fiero di annoverare come concittadina una personalità come Liliana Segre, ma allo stesso tempo non posso non rilevare che tale concessione deve consolidare un legame preesistente e non può calare dalla rutilante iniziativa estemporanea di una consigliera comunale". Una vicenda troppo seria quella di una "testimone vivente dell'orrore della Shoah e dei rigurgiti di antisemitismo via web per farne oggetto di una sterile e soprattutto strumentale polemica politica".
Per Masci quello messo in piedi dal centrosinistra è un "teatro dell'assurdo" attorno ad un argomento "su cui tutti siamo e dobbiamo essere d'accordo". Non sono dunque ragioni "politico-emozionali" quelle da cui partire per concedere la cittadinanza onoraria, afferma ancora Masci che ricorda di aver già pubblicamente dichiarato si voler ospitare la Segre a Pescara il 27 gennaio 2020 in occasione della Giornata della Memoria "per testimoniarle il nostro affetto, la nostra solidarietà concreta, il nostro senso di ripudio di ogni forma di antisemitismo e di ferma condanna degli orrori del passato e creare così quel rapporto tra lei e Pescara- prosegue- che finora e' mancato"
E che l'amministrazione abbia ampiamente espresso la sua "ferma posizione" sulla Shoah e l'antisemitismo, prosegue il sindaco, lo testimoniano iniziative già promosse a cominciare dal fatto che "ho personalmente voluto che Pescara fosse in prima fila tra le città europee per la XX Giornata della cultura ebraica, che si è tenuta non a caso a Palazzo di città. L'amministrazione comunale ha altresì promosso l'incontro Pescara-Israele. Ad ambedue gli eventi- sottolinea - non abbiamo visto partecipare nessuno di chi oggi si straccia le vesti e punta il ditino di un moralismo che sa tanto di speculazione politica e di trovata pubblicitaria autopromozionale".
Le stesse persone che, prosegue "oggi innescano controversie che non esistono, estrapolando ad arte frasi dal contesto, alimentando polemiche che non hanno ragion d'essere. Se la senatrice Liliana Segre va omaggiata per essere stata una vittima innocente del nazismo, allora siamo tutti in ritardo, considerato che la cittadinanza onoraria non è stata concessa né a lei né a personalità come Piero Terracina, Sami Modiano, le sorelle Bucci, ai sopravvissuti della Shoah e alle vittime di ogni totalitarismo che purtroppo la storia non ci ha risparmiato- dice ancora Masci- Se lo è invece per la violenza del web, l'elenco sarebbe sterminato, e quindi il criterio sarebbe del tutto sbagliato, perché dobbiamo in altri modi trasmettere ideali e valori alle nuove generazioni, sottraendole cosi' alle banalizzazioni, alle superficialità, alle strumentalizzazioni di partito, ai rischi di veicolare odio e insulti con la vigliaccheria dell'anonimato. Un percorso si costruisce anche, a esempio, ricordando con vie e giardini i perseguitati e gli oppressi di tutti i totalitarismi, i Giusti tra le nazioni che rischiarono la vita per salvare gli ebrei dalla deportazione e dalla morte, quella Brigata ebraica- conclude- che versò il suo sangue nella guerra di liberazione dal nazifascismo e che per biechi motivi politico-ideologici viene esclusa dalle celebrazioni del 25 aprile".
In altri termini, un elenco interminabile e di scuse per non dare la cittadinanza a una senatrice a vita che con il suo esempio sta lottando contro l’odio e il razzismo. Lo stesso odio e razzismo che viene alimentato dai soliti noti per motivi elettorali.