Nel paese di Messina Denaro breccia nelle famiglie mafiose

Una Messina Denaro rinnega il cognome, le mamme strappano i figli a questa calamità. Parla il sindaco di Castelvetrano, Alfano, impegnato a ristabilire la legalità nella capitale di Cosa nostra

Castelvetrano

Castelvetrano

globalist 10 novembre 2019

Di Tancredi Omodei 
"A Castelvetrano alcune famiglie che appartengono alla mafia stanno decidendo di dissociarsi. Non ultimo una donna che ha come cognome Messina Denaro. Lo sta cambiando, la legge glielo consente. ..E se le donne cercano di tirar fuori i loro figli da questa calamità, vuol dire che siamo ad un passo dalla sconfitta della mafia". Notizie importanti da Castelvetrano, a darle è il sindaco, Enzo Alfano, da sei mesi primo cittadino di una comunità dove mafia non è soltanto l'ombra lunga di Matteo Messina Denaro, ma anche ipoteca pesante sul presente e sul futuro. Per questo la notizia di una breccia nella cultura mafiosa ha un valore moltiplicato per mille. Alfano ( 5 Stelle ) vinse con il 64, 57 per cento e con 8.380 voti.

Intervistato da "ItacaNotizie.it", Alfano parla di quanto sia difficile essere il sindaco di Castelvetrano e di come difficoltà e insidie possano essere trasformate in progetto di svolta civile. Castelvetrano prima di arrivare a questa amministrazione ha conosciuto lo scioglimento per mafia e il commissariamento.

Alfano in consiglio comunale è anche alle prese con una mozione di sfiducia proposta da "Obiettivo Città". Documento senza chance sul piano procedurale, che Alfano valuta come attacco personale; attacco che non ha avuto timidezze nel colpire il primo cittadino anche negli affetti familiari. Insediatosi, Alfano ha dovuto fare i conti con i ritardi che si erano accumulati, con una macchina burocratica inceppata, e questo ha pesato sulla ripresa della normalità.

"In questi mesi di amministrazione - dice Alfano - ci siamo resi conto che questa è una città che ha spese come se avesse 60/70mila  abitanti ma in realtà ne ha meno della metà. Se non si riesce ad incassare i tributi dai 30mila abitanti effettivi, non si va avanti…". In una città che il sistema mafioso ha voluto "educare" al mancato rispetto della legalità, accade anche questo. Da una parte tributi latitanti, dall'altro la richiesta crescente di interventi per dare una svolta alla stentata vita economica della comunità.

A Castelvetrano, ricorda il sindaco, molte attività commerciale sono state costrette a chiudere i battenti, si sono persi quasi mille posti di lavoro, tanti in un centro piccolo. "Il livello dello scontro politico - dice Alfano nella sua intervista a "ItacaNotizie" - si sta elevando perchè con molta chiarezza hanno capito che noi andremo a mettere le mani in tasca a tutti questi furbetti con attività che arriveranno ai pignoramenti presso terzi e presso le banche". Caccia agli evasori storici, dunque. Alfano fa un esempio inattaccabile: "Se io ho dei figli a casa che hanno fame e vanto tanti crediti fuori, è chiaro che è mio dovere andare a recuperare i soldi in tutti i modi consentiti dalla legge per dare loro da mangiare. E' un obbligo morale".

Altro fronte per il ripristino della legalità è la lotta all'abusivismo. A Castelvetrano si è continuato a costruire nonostante le demolizioni. Ora c'è una "scomoda" attività di vigilanza. Triscina, sul mare è un esempio di scempio continuo, di continua sfida alla legalità. "Continueremo le demolizioni - promette il sindaco di Castelvetrano _ perchè è un obbligo che noi dobbiamo portare a termine". Ci sono sentenze passate in giudicato, non c'è motivo di attendere, le sentenze parlano chiaro. Questo intervento avrà un costo, sarà difficile recuperare il denaro pubblico, ma Alfano va avanti.

A Castelvetrano c' è stato chi ha fatto una proposta: ciascun castelvetranese doni venti euro per scongiurare il dissesto. L'ha fatta un commercialista, Filippo Centonze. "Ci sono persone negli Stati Uniti, originari di Castelvetrano - è la notizia di Alfano, riferendosi a emigrati che hanno fatto fortuna Oltreoceano - che hanno voglia di dare una mano alla città nella quale sono nati…". Nell'attesa, in paese si contano 7mila persone che vivono sotto la soglia della povertà.

"La mafia devasta l'economia - dice il sindaco di Castelvetrano - La mafia rappresenta un cancro per l'economia. Tanti imprenditori potrebbero avere interesse a fare degli investimenti, eppure molti imprenditori onesti non sono incentivati ad aprir qui un'attività per paura della mafia£". Una nomea che spaventa: "Dobbiamo fare in modo che la città di Castelvetrano perda questa nomea - dice Alfano - Non ci appartiene davvero questo marchio, Castelvetrano ha una storia millenaria rovinata negli ultimi decenni. Dobbiamo fare in modo che questi decenni restino un ricordo". Un incubo più che un ricordo, per una popolazione che dell'ombra di Messina Denaro è vittima, che sa esprimersi con il lievito di una nuova realtà, col volontariato, con eccellenze.

Se a Castelvetrano di dovesse rappresentare il bene che combatte il male, si dovrebbe prendere in mano il pane nero tipico di questa città, delle campagne che la circondano, fino ad arrivare al parco di Selinunte.  Aprirlo e sentirne l'odore.