Salvini sulla cellula fascista: "Non sono un modello per chi usa il fucile". Ma Traini lo sa?

Parlando del gruppo eversivo che si era formato a Colle Val D'Elsa il capo della Lega ha cercato di minimizzare spostare subito il discorso sui comunisti

Salvini e le armi

Salvini e le armi

globalist 13 novembre 2019
Come al solito sottovaluta. E non c’è una volta che sia una che quando è costretto (perché è costretto= a parlare delle prodezze che vengono dai suoi amici fascisti (perché fascisti dichiarati sono stati candidati nelle liste della Lega nelle varie elezioni locali, come lo sparatore di Macerata Luca Traini) non manca mai di fare un riferimento ai comunisti.
Il contrario, ovviamente, non accade mai. E quando si compiace di insultare le ‘zecche rosse’ mai aggiunge qualcosa sui razzisti fascisti.
E oggi che ha detto? "Per fortuna non sono un modello per chi va in giro e risolve i problemi con i fucili, ne sono onorato. Sarebbe stato un problema il contrario".
Così il segretario della Lega Matteo Salvini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'indagine della Digos di Firenze su una cellula di estremisti di destra presente a Siena e su chi in Toscana ha sostenuto che da parte sua ci sarebbe un atteggiamento 'troppo morbido' verso i neofascisti.
A chi gli faceva notare che a Siena c'era un vero e proprio arsenale, Salvini ha risposto: "Sono delinquenti o son da curare, a seconda dei casi. I problemi si risolvono rispettando le regole. Quelli vanno messi in galera. Io domani sono a Bologna e c'è qualche delinquente di sinistra che vorrebbe impedire la nostra presenza. Ma non è Bologna, son pochi facinorosi, violenti che istigano alla violenza, però non sono l'Italia. I violenti vanno in galera, punto".
Come s’è visto: ha subito rivoltato la frittata.