Arcelor Mittal, perquisizioni e sequestri della Finanza a Taranto

La procura della città pugliese indaga dopo l'esposto dei commissari ex Ilva. Intanto procede anche la Procura di Milano per distrazione dei beni del fallito e omessa dichiarazione dei redditi

Lo stabilimento ex Ilva di Taranto

Lo stabilimento ex Ilva di Taranto

globalist 19 novembre 2019

Ora c’è di mezzo la magistratura con l’azione di due procure: Taranto e Milano. 
Perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza ci sono state negli uffici di Taranto di Arcelor Mittal da parte della guardia di Finanza.

L'intervento è stato disposto su delega della procura di Taranto nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo l'esposto presentato dai commissari dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria.
La procura di Milano ipotizza la distrazione dei beni del fallito
La procura di Milano che indaga sull'ex Ilva ipotizza come reati fallimentari la distrazione di beni del fallito regolato dall'articolo 232 comma 2 della legge fallimentare. Tra le ipotesi di reato anche, come già scritto ieri, le false comunicazioni al mercato. Al momento non risultano indagati.
In particolare, l'articolo 232 della legge fallimentare, comma 2, punisce - da uno a cinque anni - "chiunque essendo consapevole dello stato di dissesto dell'imprenditore distrae o ricetta merci o altri beni dello stesso o li acquista a prezzo notevolmente inferiore al valore corrente, se il fallimento si verifica".
Per quanto riguarda l'altro reato su cui si indaga nella vicenda ArcelorMittal, noto anche come aggiotaggio informativo, sarebbero stato messo in atto con la diffusione di comunicati non veritieri.
L'inchiesta attualmente è ancora a modello 44, cioè con delle ipotesi di reato ma senza indagati. Oggi i pm titolari dell'inchiesta procedono con l'ascolto di altri testimoni che possono chiarire i contorni di una vicenda societaria complicata, non è escluso inoltre che la Guardia di finanzia possa essere impegnata nell'acquisizione di documenti.


Pm: "Anche omessa dichiarazione dei redditi" C'è anche l'accusa di omessa dichiarazione dei redditi tra quelle contestate dalla procura di Milano.