Stefano Massini: “Rendiamo onore a chi ha cecato di rendere l’Italia migliore e si è sentito dare del ‘cretino’”

Stefano Massini racconta la storia di uomini che avevano avvertito che l'Ilva, la Terra dei fuochi e il Ponte Morandi potevano essere tragedie, ma non sono stati ascoltati

Stefano Massini

Stefano Massini

globalist 28 novembre 2019

Per il suo monologo della settimana, Stefano Massini ha portato con sè una statuetta delle famose tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. E ha spiegato: "Nella cultura giapponese, queste tre scimmiette significano che l'uomo saggio, davanti al male, non lo pronuncia, non lo guarda e non lo sente, per evitare che si diffonda. Qui da noi il significato è parecchio cambiato e ha acquisito un senso negativo. Cioè che di fronte al male non si parla, non si guarda e non si sente per paura del male, non per contenerlo".
"Questa sera voglio parlare di chi ha tentato di dare un nome al male, ma cui è stato dato del cretino, del nemico del processo. Negli anni '70, al medico Alessandro Leccese viene commissionata una relazione sull’Ilva. Stila la relazione che dice che se la fabbrica non viene cambiata, se non si antepone la salute del lavoratore alla fabbrica finirà con tantissimi morti.Ma la relazione finisce nelle mani delle tre scimmiette. E nessuno dice nulla".
"Ancora, a Napoli, negli anni '80. Un professore di zoologia, Angelo Genovese, comincia a dire che la camorra sta smaltendo rifiuti tossici, ma anche lui viene bollato come cretino. E anche quando Roberto Mancini, un poliziotto, inizia un’inchiesta sulla terra dei fuochi, le tre scimmiette riescono a farlo trasferire.


Qualcuno aveva detto che il Ponte Morandi poteva crollare. E chissà quante altre morti potevano essere evitate se solo a qualche cretino si fosse dato retta". 


"Mi ricordo bene che una volta, quando avevo 12 anni, venimmo a Roma, con il padre di mia madre, che a un certo punto si era fermato davanti al Milite Ignoto e con il cappello in mano fece un gesto: si era inchinato. Mi avvicinai e lui mi disse di quei soldati non si sapeva neanche il nome ma gli dovevamo tutto. Ma non c’è un monumento al cretino ignoto, per coloro che hanno cercato di risparmiare dei morti. Perché le scimmiette vincono sempre. A te che ti sei preso di cretino e di svitato, a te che ti sei visto coperto di infamia, io dico grazie. Almeno ci hai provato. Questo paese sarebbe migliore se ti avesse ascoltato"