L'elemosiniere del Papa: "Apriamo case e chiese ai migranti"

L'Elemosiniere è partito pochi giorni fa per l`isola nel Mar Egeo. Ad affiancare il porporato, alcuni responsabili della Comunità di Sant`Egidio.

Konrad Krajewski

Konrad Krajewski

globalist 4 dicembre 2019
"Aprite le vostre case, le vostre canoniche, i vostri palazzi. C`è lo spazio. Ci sono le risorse. Se monasteri e case religiose accogliessero almeno una persona o almeno una famiglia, a Lesbo non troveremo nessuno". Così l`elemosiniere del Papa, card. Konrad Krajewski, dall`aeroporto di Fiumicino dove questa mattina sono arrivati 33 rifugiati di diversa nazionalità grazie ai corridoi umanitari da Lesbo e Samos.
L`Elemosiniere è partito pochi giorni fa per l`isola nel Mar Egeo. Ad affiancare il porporato, alcuni responsabili della Comunità di Sant`Egidio. Entro fine anno a tale gruppo si aggiungeranno "altri 10 profughi". Rendeva noto un comunicato dell'elemosineria.
La missione, riorda Vatican News, fa seguito a quella che lo stesso cardinale, come inviato del Papa, ha svolto a Lesbo la primavera scorsa, a tra anni dalla visita del Pontefice che il 16 aprile del 2016 incontrò personalmente i migranti del Moria refugee camp, per poi tornare in Italia con 3 famiglie di richiedenti asilo siriani, dei quali la Santa Sede curò l`accoglienza e il sostentamento, mentre l`ospitalità e il percorso d`integrazione fu seguito da Sant`Egidio.