Il monito dei frati d'Assisi: "Non svendiamo la sovranità all'uomo forte di turno"

Padre Mauro Gambetti in occasione della consegna della 'lampada della pace' al Capo dello Stato, Sergio Mattarella

Mattarella con i frati francescani di Assisi

Mattarella con i frati francescani di Assisi

globalist 14 dicembre 2019
Parole chiare, nette e davvero condivisibili: “Non svendiamo il diritto di sovranità "all'uomo forte di turno". 
Da Assisi si leva il forte monito alla politica dei Frati, in occasione della consegna della 'lampada della pace' al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. "Il Parlamento - dice nel suo intervento il custode padre Mauro Gambetti - è per antonomasia il luogo dell'ascolto, del confronto costruttivo, della ricerca del bene comune: vorremmo che fosse nuovamente esempio di dialogo, in particolare per i più giovani. Solo così il nostro popolo potrà ancora ancora esercitare il proprio diritto di sovranità, senza svenderlo all'uomo forte di turno".
Gambetti utilizza parole chiare, inequivocabili: "Noi cerchiamo uomini umili e saggi per governare, che non amino il protagonismo dei narcisisti, non facciano continuamente propaganda e si pongano in modo garbato. Cerchiamo persone salde in se stesse e non in virtù dei consensi, capaci di dialogo, di ponderazione e di creatività. Come Liliana Segre che, nonostante gli atti di sgarbatezza e di odio di cui ancor oggi è vittima, continua ad illustrare 'la Patria con altissimi meriti in campo sociale'. A lei va il nostro omaggio".
 Il padre custode dei Frati di Assisi ricorda che "dopo aver consegnato la 'Lampada della pace' a Juan Manuel Santos, ad Angela Merkel e ad AbdAllah II di Giordania, oggi siamo onorati e fieri di consegnarla a un italiano come Lei, Presidente Sergio Mattarella. Con questo gesto simbolico, vogliamo additare soprattutto ai giovani, per Suo tramite, un testimone credibile della politica e delle istituzioni chiamate a promuoverla. La Sua guida luminosa e umile ci consente di alimentare la fiducia e la speranza di vedere ancora un'Italia umana, di poterla costruire insieme. Grazie Presidente! In Lei riconosciamo un presidio dei principi costituzionali e democratici dell'Italia, improntati al confronto e al dialogo con tutti".
Dice ancora padre Gambetti a Mattarella: "Siamo confortati dal Suo vigile impegno indirizzato a prevenire tutte le forme di odio, di sopruso e di egoismo che minacciano la sicurezza e la pacifica convivenza nel nostro Paese. E condividiamo il Suo continuo richiamo al senso di appartenenza, a sentirsi comunità di uomini e donne che aderiscono a valori, prospettive, diritti e doveri volti a promuovere una società più libera, giusta e fraterna, che consenta l'integrale sviluppo umano di ogni persona".
Quindi Gambetti si rifà alle parole del Papa: "'Oggi più che mai, le nostre società necessitano di 'artigiani della pace' che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana'. Operiamo tutti insieme per la promozione di quei Valori che danno piena dignità all'uomo e compiutezza di vita alla società! Pertanto, con la Lampada della pace, Le consegniamo anche il sogno di Francesco e di questa Comunità del Sacro Convento, il sogno della fraternità universale, certo utopia, ma utopia che aspira a farsi progetto comune: siamo certi che continuerà a promuoverla in Europa e nel mondo".