Massacrata di botte e gettata in un tombino, l'orrenda aggressione a una donna trans

La donna è stata avvicinata da un uomo che si è finto interessato a delle prestazioni sessuali e poi è stato raggiunto da tre complici che hanno massacrato di botte la donna e l'hanno abbandonata

tombino

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globalist 16 dicembre 2019
In Italia essere una una donna transgender, è ancora spesso sinonimo di essere una prostituta. Purtroppo, le donne trans sono spesso costrette a prostituirsi per sbarcare il lunario, con tutti i rischi che comporta, tra cui le violenze sessuali, i pestaggi e le aggressioni transfobiche. 
Un ultimo, vergognoso episodio è accaduto a Napoli ieri sera, quando una donna trans è stata picchiata selvaggiamente, rapinata e poi chiusa in un tombino. È stata salvata da alcuni passanti, che hanno sentito i suoi lamenti, l'hanno vista sanguinante a terra e hanno chiamato i soccorsi. La vittima, che aveva delle evidenti ferite al naso e contusioni su tutto il corpo, è stata affidata ai sanitari del 118 e successivamente è stata trasportata all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove si trova tuttora ricoverata; le sue condizioni non sarebbero gravi.
In ospedale sono intervenuti i carabinieri, per ascoltare la versione della vittima e ricostruire la dinamica. Stando a quanto raccolto sinora, la vittima è stata aggredita da più persone, che l'avrebbero massacrata per rapinarla. È stata avvicinata sul corso Meridionale da un uomo che, fingendosi un cliente interessato a una prestazione sessuale, si è fatto seguire in un punto più appartato; a quel punto sono arrivati altri tre uomini che l'hanno circondata, aggredita con calci e pugni e si sono fatti consegnare il denaro abbandonandola a terra sanguinante.
I militari stanno esaminando la zona dove sarebbe avvenuta l'aggressione per verificare se il punto è coperto da telecamere di videosorveglianza e ricavare quindi elementi utili per identificare i responsabili. La donna è stata trasportata in ospedale dall'ambulanza e ricoverata per le prime cure e per gli accertamenti del caso; le sue condizioni di salute non desterebbero particolari preoccupazioni, i medici hanno escluso lesioni interne e fratture, per lei 15 giorni di prognosi.
"Esprimo condanna e preoccupazione, per quanto accaduto ieri" afferma in una nota scritta l'assessore alle Pari opportunità del Comune di Napoli, Francesca Menna. "Si tratta - scrive l'assessore - di un primo grave episodio in una città storicamente aperta alla diversità come Napoli, e questo ci spinge tutti a riflettere".
"Non possiamo essere indifferenti di fronte a episodi di violenza e di matrice omotransfobica: alla vittima va tutta la solidarietà di questa Amministrazione, ma chiedo a chiunque si trovi ad essere testimone di comportamenti o discorsi pieni di odio verso le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans, di denunciare, di reagire, di non essere indifferenti. Dobbiamo batterci - conclude Menna - affinché tutti i luoghi siano sicuri, lontani da offese, disprezzo e violenze".