I fascio-sovranisti distruggono un presepe con Giuseppe e Maria su un gommone

L'opera era stata costruita nella parrocchia di Sant'Ambrogio a Trebaseleghe. La destra sui social aveva fatto partire una campagna d'odio fino all'arrivo degli squadristi

Il presepe distrutto alla parrocchia di Sant'Ambrogio a Trebaseleghe

Il presepe distrutto alla parrocchia di Sant'Ambrogio a Trebaseleghe

globalist 24 dicembre 2019
I fascio-sovranisti all’attacco hanno vomitato insulti fin dal primo giorno alla vista di un presepe con Giuseppe e Maria su un gommone e alla fine sono entrati in azione gli squadristi della xenofobia danneggiando uno dei simboli del Natale.
 ''Distruggere un presepe è un atto inqualificabile, gli autori del gesto dovrebbero solo vergognarsi. Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza alla parrocchia di Sant'Ambrogio colpita in modo così violento e mi sarei aspettato analoghe parole di sdegno da chi ogni giorno parla di presepi obbligatori nelle scuole per difendere le nostre tradizioni. È la conferma di come le loro parole siano assolutamente strumentali''.
Così il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta l'atto vandalico al presepe realizzato accanto all'asilo nella parrocchia di Sant'Ambrogio a Trebaseleghe, territorio padovano, compreso però nella diocesi di Treviso.
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'Gli insulti sui social erano stati un'avvisaglia, ma non pensavo si arrivasse a tanto. La 'colpa' del parroco sarebbe quella di aver rappresentato la Sacra famiglia a bordo di un gommone come dei migranti in fuga per un futuro migliore? A me sembra un messaggio quanto mai attuale su cui riflettere, così come il crocifisso voluto da Papa Francesco con il giubbotto salvagente di un migrante morto nel Mediterraneo: ci ricordano l'importanza dell'impegno per salvare ogni vita umana. Chi invece preferisce vomitare odio sui social o, peggio, passare all'azione come a Sant'Ambrogio di Trebaseleghe, è quanto di più lontano dal pensiero cristiano. Anche se poi vorrebbe imporre crocifisso e presepe in ogni scuola'', conclude.
Nei giorni precedenti, come riportato con grande evidenza dalle testate di destra, alcuni residenti pseudo-cristiani avevano protestato sui social: “Ridateci le nostre tradizioni”, hanno gridato i cittadini in coro. “Rivogliamo il nostro presepe”, e poi ancora “Rivogliamo la rappresentazione della nostra natività”. Già. “Sì, questo è nel mio paese - scrive una donna su Facebook - a una settimana dal Santo Natale ti ritrovi con un presepe così. Ma che senso ha? Per farci sapere degli sbarchi? Non ci pensano già tutti i Tg e i media? Per sensibilizzare? No, no, non ci siamo proprio - continua - la Chiesa sta sbagliando tutto. Noi cittadini abbiamo bisogno del nostro Natale, con armonia e pace e non con provocazioni simili. È ora che la politica stia fuori dalle porte della Chiesa, o noi ci rimarremmo fuori per sempre. Almeno noi salviamo il Natale. Chi vuole condivida”.
Siamo attivati al punto nel quale sedicenti cristiani pensano che ricordare gli ultimi e i diseredati a Natale sia una ‘provocazione’.