Abbiamo tutti celebrato il Natale e (incredibile) i migranti non ce l'hanno impedito

Nove italiani su dieci hanno festeggiato, sono stati spesi oltre 2 miliardi di euro, doppio concerto di Natale sulla Rai: com'era quella storia dell'invasione?

Cenone

Cenone

globalist 26 dicembre 2019

Tiriamo un po’ le somme di questo Natale minacciato dai pericolosi invasori islamici:


gli italiani hanno speso per festeggiare quasi 2,6 miliardi di euro e i festeggiamenti hanno riguardato 9 italiani su 10. I numeri li ha diffusi la Coldiretti che ci dice anche che rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento del 9% in più per i consumi.


Insomma, quest’anno il Natale è stato più sentito che mai. Le vetrine traboccavano di decorazioni, i presepi abbondavano in ogni angolo di strada. La Rai non si è accontentata di un solo concerto di Natale, ma ha mandato in onda sia quello dal Vaticano, dove ha cantato il tanto vituperato Mahmood insieme a Elisa, e poi il concerto diretto dal maestro Ezio Bosso la sera del 25.


Il film di Ficarra e Picone sul Natale è stato il più visto dell’anno dopo solo un giorno di programmazione. Insomma, gli italiani il Natale quest’anno lo hanno festeggiato in pace, serenità, con un bel po’ di soldi da spendere a quanto dicono i numeri.


“Viva il Natale e guai a chi ce lo tocca” è stato lo slogan della Lega scelto per rinfocolare questo senso di minaccia che è più evidente essere inventato di sana pianta. Nessuno minaccia il Natale, che piace a tutti, nel bene e nel male. Non c’è nessun attacco alle tradizioni, non c’è nessun crollo del sentimento di affezione che gli italiani sentono nei confronti del Natale. Ma si sa, soffiare sulle paure è l’anima della Lega ma questa campagna sul Natale tocca delle corde su cui vale la pena fare una minima riflessione.


Non è sui valori del cristianesimo che si batte: non è sull’umiltà, sulla povertà, sul miracolo cristiano di Dio che si fa uomo, bambino e fragile in una notte di Betlemme nella più totale miseria. È il momento più misterioso della Bibbia, la nascita di Gesù, affascinante anche per chi non crede. Non esiste in nessun altra religione un Dio che sceglie di divenire mortale, di andare incontro alla sofferenza, al freddo, alla fame. Questo è il senso del Natale. Ma anziché spingere per mostrare carità verso chi, come Gesù, non ha nulla con cui festeggiare, la Lega esalta il mangiare, il bere, l’albero, le luminarie, il chiudersi in casa dimentichi dei problemi del mondo. La verità è che gli unici a minacciare il Natale sono i leghisti e chi confonde il consumo sfrenato con la tradizione.