Aggressione omofoba a Potenza, il sindaco (leghista) condanna ma minimizza: "È un atto isolato"

Le parole di Guarente sono gravi: è davvero evidente e sotto gli occhi di tutti che l'Italia sta affrontando un problema di fascismo e di omofobia, ma ancora non fa nulla al riguardo

Giulia Ventura e Mario Guarente

Giulia Ventura e Mario Guarente

globalist 18 gennaio 2020
Per il sindaco leghista di Potenza Mario Guarente l'aggressione a Giulia Ventura, ragazza lesbica cui due ragazzini hanno spaccato il setto nasale, è "un gesto vile e vergognoso, ma isolato". 
Le parole di Guarente sono gravi: è davvero evidente e sotto gli occhi di tutti che l'Italia sta affrontando un problema di fascismo e di omofobia, che è espressione di una cultura oscurantista e maschilista che fa parte del Dna di questo paese e in generale dell'Occidente, che in questi tempi sta virulentemente rialzando la testa per ribellarsi all'ondata femminista e dei diritti civili, che ha come dichiarato obiettivo quello di cancellare e distruggere secoli di privilegi patriarcali. 
Eppure, al sindaco questi discorsi fanno "incavolare: c'è anche lo squallore di chi specula politicamente su queste cose. Chi parla di fascismo o nazismo tende a rievocare fantasmi del passato. Questi sono due ignoranti, due casi isolati. Purtroppo anche in passato si sono avuto episodi del genere in una città mai governata dal centrodestra se non oggi. Ci vuole un briciolo di dignità e tatto. Bisogna invece far sentire alla vittima la vicinanza della città". 
L'omofobia non è politica, è culturale. Ammettere che il problema esiste e che non si tratta di un caso isolato è il minimo che qualunque sindaco possa fare. Perché condannare, sebbene molti politici ci abbiano abituati al più totale menefreghismo, è il minimo che si possa fare: servono fatti e proposte, per evitare che certi episodi si verifichino ancora. 
Per il momento, da parte di Guarente dobbiamo solo accontentarci delle parole di condanna: "Un gesto vile e vergognoso, chi l'ha consumato merita di subirne le conseguenze, di essere arrestato e punito. Soprattutto perché non si può entrare nella sfera privata delle persone: nessuno può essere giudicato per i propri gusti sessuali, religiosi o quant'altro. È un segnale d'ignoranza che, seppure in casi sporadici, si registra in città e nel Paese. C'è bisogno di una sensibilizzazione in tal senso".