Canta la fascista e razzista "faccetta nera": il sindaco di Olbia finisce nella polemica

Settimo Nizzi, di Forza Italia ripreso in un video nel quale canta la canzone simbolo del colonialismo. Lui si difende: "Era una festa di amici e ho cantato anche Bella Ciao"

Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi

Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi

globalist 17 febbraio 2020
Chi celebra la festa su Roma, chi si fa fotografare con cimeli di Mussolini e adesso chi canta le canzoni del peggiore colonialismo razzista del fascismo.
Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, di Forza Italia, è finito al centro delle polemiche per un video, fatto col telefonino da alcuni passanti e finito sui social, che lo immortala mentre in un locale insieme ad alcuni amici intona "Faccetta nera". Commentando l'accaduto con La Nuova Sardegna, il quotidiano che ha dato la notizia, il Primo cittadino ha spiegato che si trattava di "una festa tranquilla tra amici, nella quale è passata prima Bella ciao e poi faccetta nera".
Sull'episodio sono intervenute le Sardine della Sardegna sul proprio profilo Facebook: "Riteniamo che il fatto sia di una gravità inaudita - scrivono -, mentre per il sindaco Nizzi (come da sua affermazione), "è stata una festa tranquilla", noi riteniamo che la dittatura fascista, e relativi richiami ad essa, sia stata e sia qualcosa di abominevole e non può passare come mero folclore. A prescindere dalle intenzioni, dalle volontà e dalle responsabilità, determinati eventi non devono passare come qualcosa di normale o accettabile".
 Faccetta Nera, aggiungono le Sardine, "è l'inno di un colonialismo feroce ed è un canto nel quale il fascismo, sconfitto dalla Resistenza e dalle Democrazie del Mondo alleatesi per questo, responsabile di leggi razziali, torture, invasioni, atrocità, si riconosceva. Il sindaco dovrebbe scusarsi. La par condicio non esiste tra le culture democratiche e l'abominio razzista, sessista, imperialista. L'episodio è segno di una surrettizia edulcorazione del giudizio storico e politico sul fascismo".