Suicida un'infermiera di Monza: lavorava alla terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo

La federazione nazionale degli infermieri ha parlato di stress per il coronavirus. La Asst di Monza smentisce: "Era in malattia dal 10 marzo e non risulta posse positiva"

L'ospedale San Gerardi di Monza

L'ospedale San Gerardi di Monza

globalist 24 marzo 2020
Un’altra tragedia. Che ha fatto discutere. Ossia il suicidio di una infermiera di 34 anni che lavorava nel reparto di Terapia intensiva all'ospedale San Gerardo di Monza.
Stress per il lavoro in tempi di lotta al coronavirus, secondo la federazione nazionale degli infermieri. Mentre il Direttore Generale Mario Alparone della Asst di Monza ha dato un’altra spiegazione: "La collega era a casa in malattia dal 10 marzo e non risultava in stato di sorveglianza per positività accertata o in corso di accertamento. Sono in corso al momento le verifiche da parte delle competenti autorità giudiziarie".
"Siamo rimasti fortemente scossi dall'apprendere che la nostra infermiera abbia compiuto un gesto così estremo - ha aggiunto Alparone -. Ho espresso al padre della nostra infermiera la nostra forte vicinanza in questo momento di enorme dolore, che si somma alla difficilissima situazione emergenziale che stiamo fronteggiando".
La donna, Daniela Trezzi, era stata assegnata a "uno dei maggiori fronti italiani della pandemia e ha deciso di togliersi la vita", si legge nel comunicato della Federazione, "ciò che Daniela ha vissuto nell'ultimo periodo, anche se non sono ancora note tutte le cause del gesto, ha pesantemente contribuito come la goccia che fa traboccare il vaso. Lo affermano anche i colleghi che le sono stati vicini nei momenti in cui, trovata positiva e messa in quarantena con sintomi, viveva un pesante stress per la paura di aver contagiato altri".
"L'episodio terribile, purtroppo, non è il primo dall'inizio dell'emergenza Covid-19 (analogo episodio era accaduto una settimana fa a Venezia, con le stesse motivazioni di fondo) e anche se ci auguriamo il contrario, rischia in queste condizioni di stress e carenza di organici di non essere l'ultimo. Ma non può certo nemmeno essere commentato ora", prosegue la Federazione. Infine, l'esortazione ad aiutare chi sta in corsia: "Non si devono, non si possono, lasciare soli gli infermieri".