Covid-19: dala Fondazione Foqus la spesa di sopravvivenza per le famiglie povere di Napoli

Gli operatori andranno ai Quartieri Spagnoli: pane, olio, caffè, patate, generi di prima necessità da distribuire in buste nelle loro case.

Solidarietà a Napoli

Solidarietà a Napoli

globalist 29 marzo 2020

di Silvia Monteleoni


Con il contagio da Covid-19, iniziano a farsi spazio scenari impensabili fino a poco tempo fa. Gli effetti collaterali dell’epidemia vanno insinuandosi silenziosamente nelle pieghe della società. Le difficoltà delle famiglie, messe a dura prova dall’assenza di reddito, cominciano a farsi palpabili. La misura annunciata ieri da Conte sul sostegno in termini di generi alimentari, è un primo passo. Non sufficiente, ma un primo passo. Chi (dentro e fuori la politica) ridicolizza rispondendo con un “non buoni pasto, ma soldi”, forse ha perso di vista il problema. O più semplicemente conferma la sua distanza dalla vita reale.
Nelle aree marginali del nostro Paese (e non solo lì), questi disagi sono infatti portatori di insidiosi segnali, che in un attimo potrebbero trasformarsi in vera e propria bomba sociale. Del resto, ci avvisava qualche giorno fa anche il Ministro Provenzano: “Bisogna agire subito, è a rischio la tenuta democratica”, definendo fondamentale il ruolo del “terzo settore come elemento di presidio sociale”.


Messaggio raccolto da Rachele Furfaro, Presidente della Fondazione Foqus, una certezza nei Quartieri spagnoli di Napoli. “Qui, come in altri quartieri poveri, la forzata convivenza è costretta in case di pochi metri quadrati – spiega Furfaro - bambini e adulti vivono in condizioni al limite della resistenza. La mancanza di lavoro in questo periodo, diventa definitiva: non trova soluzioni né provvisorie, né occasionali. Ma soprattutto molte famiglie cominciano a non avere più la possibilità di mangiare. È un’economia da catastrofe quella che rischia di emergere in queste settimane, in alcune parti della città. Come ricorda il Ministro Provenzano, le realtà impegnate nel sociale possono giocare un ruolo importante in questa partita. E Foqus raccoglie immediatamente la sfida, consapevole come sempre della grande responsabilità sociale di ognuno di noi”.
Detto-fatto, l’annuncio è arrivato ieri: la Fondazione Foqus (www.foqusnapoli.it) si impegna in prima linea per far fronte all’emergenza Covid-19 garantendo, a partire da domani, una spesa di sopravvivenza settimanale per almeno 100 famiglie povere dei Quartieri Spagnoli: pane, olio, caffè, patate, generi di prima necessità da distribuire in buste nelle loro case. Per farlo, ha svuotato gli scaffali raccogliendo le provviste che giacevano inutilizzate negli scaffali della scuola ormai chiusa. I servizi sociali individueranno le 100 famiglie più bisognose, mentre la Municipalità si farà carico di consegnare i generi alimentari direttamente nelle case delle famiglie selezionate. In molti, tra imprenditori e gente comune, annunciano di voler sostenere l’iniziativa, per cui è partita anche una raccolta fondi: una chiamata collettiva, una presa in carico della comunità in soccorso dei più fragili.
“Le privazioni cui siamo costretti in questa emergenza Covid-19 sono straordinarie – afferma Renato Quaglia, Direttore della Fondazione Foqus - ma nei quartieri ad altissima fragilità della città di Napoli diventano privazioni drammatiche. Ci stavamo impegnando da giorni nel sostegno educativo a distanza per i bambini e nel supporto terapeutico per le persone con disabilità costrette a casa. Ora emerge un problema sociale di più vaste proporzioni, che investe la sussistenza di famiglie intere. La Fondazione sta coinvolgendo grossisti, imprese e produttori per ricevere donazioni di beni alimentari che saranno distribuiti da volontari e personale della Fondazione, direttamente impegnato in questa operazione”. Michele Pontecorvo, vicepresidente di Ferrarelle – società che ha subito aderito all’idea - aggiunge: “Siamo felici di sostenere questa iniziativa, nel rispetto di un principio di restituzione al territorio che osserviamo sempre e tanto più in momenti di difficoltà come questo”. Del resto, solo uniti ce la possiamo fare. E questa storia, ne è un chiaro esempio.