Gli ultras neofascisti scendono in piazza a Roma contro il Governo: è polemica

Gruppi neofascisti e di Ultras, firmandosi 'I Ragazzi d'Italia', si sono dati appuntamento a Circo Massimo per una manifestazione

Ultras

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globalist 4 giugno 2020
Si firmano 'I Ragazzi d'Italia' e si riuniscono sotto la sigla 'Dalle curve alle piazze': sono gruppi di ultras e neofascisti che si sono dati appuntamento, sabato 6 giugno, al Circo Massimo per una manifestazione: "È giunto il momento di ribellarsi. Innalza il tricolore, grida Italia libera, lotta per la giustizia sociale. Stiamo arrivando!" scrivono nell'annuncio. 
A fare da contraltare l'Anpi Roma (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che con una lettera al Prefetto ed al Questore di Roma chiede che "che venga impedita la manifestazione pericolosa ed eversiva e che si applichino nei confronti di tali gruppi neofascisti il dettato costituzionale e le leggi della Repubblica".
Fra i gruppi che stanno aderendo alla manifestazione si contano gli Ultras Lazio, la nuova firm del tifo biancoceleste nata dopo lo scioglimento degli Irriducibili della Curva Nord. Ma su sulla pagina facebook ufficiale La Voce della Nord si specifica che "il gruppo Ultras Lazio tiene a precisare che non è assolutamente l’organizzatore della prossima manifestazione ma che ha deciso di aderire come tante altre realtà in Italia hanno fatto e stanno facendo. Crediamo fermamente nella necessità di scendere in piazza e protestare contro questo governo, che con la complicità di un’ opposizionie evidentemente compiacente, sta portando i propri cittadini alla fame dopo averne limitato tutte le liberta personali fondamentali. Abbiamo aderito come gruppo di tifosi e come cittadini e come gruppo abbiamo diffuso il comunicato". 
Se alcune radio e tv locali o qualche fenomeno dei social ha fatto credere che fossimo noi gli organizzatori, lo ha fatto senza il nostro consenso. Cogliamo l’occasione - si legge ancora sulla Voce della Nord - per rinnovare l’invito a TUTTI a partecipare e specifichiamo che questa iniziativa non ha alcun colore politico né tantomeno campanilistico, ma che è volta solo ed esclusivamente a ricordare ai nostri governanti che non stiamo dormendo e non accettiamo questo stato di cose. Se non hai il coraggio di ribellarti, non puoi lamentarti".
Oltre al gruppo della Lazio sono numerosi le firms ed i movimenti di destra che hanno aderito alla manifestazione. Fra loro il Fronte Veneto Skinheads, con numerose adesioni da Varese, Verona, Padova, Udine, Genova, Bologna, Piacenza, Torino, Milano, Ascoli e Roma.
Tanti anche i gruppi ultras che invece hanno comunicato la loro non adesione, come i Bandoleros Pordenone: "In accordo con il movimento nazionale del tifo organizzato "Basta Abusi", intendiamo comunicare la nostra non adesione alla manifestazione del 6 giugno pubblicizzata come "i ragazzi d'Italia" e strumentalmente attribuita agli Ultras d'Italia: vogliamo rivendicare la storica apoliticità, fatta di impegno concreto e sociale nel territorio, che distingue il movimento ultras pordenonese da anni".
"Con la scusa della pandemia ci hanno arrestato e chiuso in casa per settimane - si legge sulla pagina Dalle Curve alle piazze - Ci hanno rincoglionito con media, TV e Barbara D'Urso. Ci dicevano "Andrà tutto bene" non è andato bene nulla. Ci hanno tolto la libertà, ci hanno affamato, ci hanno messo in ginocchio! Solo menzogne e prese per i fondelli. Zero euro a famiglie e lavoratori. Nessuno ha visto la cassa integrazione. Spariti i buoni pasto e gli aiuti ai più poveri. Abbandonate le categorie, le imprese, i disoccupati, i precari, le mamme e le periferie. Ci hanno messo prima le catene ed ora pure la museruola (la mascherina). Mentre gli italiani non arrivano a fine mese, non mangiano, non hanno futuro loro si dividono il bottino. (Miliardi di euro a Benetton, Fiat e Alitalia)".