Sgombero Casapound, Di Stefano fa il bullo: "Siamo qui da 16 anni, che provino a farci andare via"

Il leader di Casapound: "Non si capisce per quale motivo si dovrebbe ripristinare la legalità a Roma partendo da questo palazzo e non dagli altri cento che sono già in cima a una lista della Questura"

Simone Di Stefano

Simone Di Stefano

globalist 4 giugno 2020

Il leader di Casapound Simone Di Stefano non ci sta e annuncia resistenza allo sgombero: "Siamo qui da 16 anni e ovviamente abbiamo intenzione di restare. Se qualcuno ha intenzione di fare questo sgombero vedremo cosa succede quel giorno", sottolinea Di Stefano spiegando: "Abbiamo intenzione di mantenere l’occupazione e il palazzo. Se si vuole trovare una sistemazione, questo è un immobile pubblico, lo si può assegnare tranquillamente alle famiglie che vivono qui dentro".

"Non si capisce per quale motivo si dovrebbe ripristinare la legalità a Roma partendo da questo palazzo e non dagli altri cento che sono già in cima a una lista stilata da Questura e Prefettura pochi mesi fa - continua Di Stefano - Nessuno dei palazzi nella lista è stato sgomberato, si dovrebbe cominciare da questo. E qualcuno ci dovrebbe spiegare perché".
"Non ci è stata notificata alcuna richiesta di sequestro, quando arriverà faremo ricorso nelle sedi opportune così come si fa", ha poi aggiunto Di Stefano. "Ci sono a Roma decine di immobili occupati e posti sotto sequestro dove sono ancora le famiglie e che non sono stati sgomberati. C’è una lista lunghissima di sgomberi da fare - sottolinea - Con questa operazione che è un attacco politico si vuole portare Casapound in cima alla lista degli sgomberi da fare".
"Forse Virginia Raggi in campagna elettorale ha bisogno di recuperare voti a sinistra sul Partito democratico?" provoca Di Stefano.