La Rete Studenti Milano rivendica il raid contro la statua di Montanelli e diffonde il video

Il comunicato: "Tutte le lotte sono la stessa lotta, in un meccanismo intersezionale di trasformazione del presente e del futuro"

Imbrattata la statua di Indro Montanelli

Imbrattata la statua di Indro Montanelli

globalist 14 giugno 2020

Lo hanno rivendicato: la statua di Indro Montanelli, ritrovata con una scritta nera "razzista e stupratore" sulla base, è stata imbrattata da ragazzi di due collettivi studenteschi milanesi.

Sulla statua, all'interno dei giardini di via Palestro, sono anche stati versati barattoli di vernice rossa. Il gesto è stato rivendicato sui social da Rete Studenti Milano e LuMe (Laboratorio universitario metropolitano). La Procura ha aperto un fascicolo per imbrattamento.
“Chiediamo, ad alta voce e con convinzione, l'abbattimento della statua a suo nome", scrivono i collettivi.

Nel video di 40 secondi si vedono alcuni ragazzi arrivare in bicicletta all'interno del parco e due di loro, stesse scarpe e pantaloni ma giacca di due colori diversi, lanciano i barattoli di vernice contro la statua, e poi scrivono con una bomboletta spray "Razzista, stupratore".
 "Con questo gesto vogliamo ricordare che, come ci hanno insegnato e continuano a insegnarci movimenti globali come Non Una Di Meno e Black Lives Matter, tutte le lotte sono la stessa lotta, in un meccanismo intersezionale di trasformazione del presente e del futuro. Se il mondo che vogliamo tarda ad arrivare, lo cambieremo", si legge nel comunicato firmato da Rete Studenti Milano e LuMe.


Alberto Nobili, il responsabile dell'antiterrorismo milanese, ha delegato la Digos ad indagare sull'accaduto. Non è la prima volta che la statua del giornalista viene presa di mira, dato che già nel 2019 venne imbrattata con della vernice rosa nel corso di una manifestazione per l'8 marzo.
Qualche giorno fa i Sentinelli di Milano avevano chiesto la rimozione della statua sull'onda delle manifestazioni antirazziste scoppiate in tutto il mondo dopo l'uccisione di George Floyd. "La nostra proposta civile, fatta in settimana alla luce del sole proprio per permettere una discussione pubblica, non contemplava altro", scrive ora l'associazione su Facebook.
 I Sentinelli spiegano che "la lettera mandata a sindaco e consiglio comunale la rifaremmo anche ora. Perché non c'è alcuna violenza nell'esprimere il proprio pensiero in modo trasparente. Quel parco di Milano - proseguono - deve liberarsi di un nome che non fa onore alla nostra città. E peggio di una vernice rossa c'è chi, senza entrare nel merito della nostra proposta, preferisce buttarla in caciara vendendoci come degli integralisti".