Le donne in piazza (nel rispetto delle regole) contro la deriva oscurantista dell'Umbria

Si è tenuta nonostante la pioggia la manifestazione contro la decisione della Regione Umbria di imporre il ricovero di tre giorni per il ricorso alla interruzione volontaria farmacologica

Manifestazione

Manifestazione

globalist 21 giugno 2020

Si è tenuta a Perugia, nonostante il maltempo la manifestazione 'Libere di scegliere' contro la decisione della Regione Umbria di imporre il ricovero di tre giorni per il ricorso alla interruzione volontaria farmacologica, che nascondendosi dietro la retorica della tutela della salute delle donne punta a limitare il ricorso alla Pillola RU486.
Molte le donne presenti, anche da diverse Regioni d'Italia. “Riteniamo – hanno detto le manifestanti – che questa scelta non sia a tutela della salute delle donne, come sostenuto dalla presidente Tesei, ma che vada nella direzione esattamente opposta: prevedere un ricovero ospedaliero di tre giorni, forzato e inutile, rende il momento dell’interruzione della gravidanza ancor più difficile e doloroso. Peraltro il tutto avviene in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario regionale, a causa dell’emergenza Coronavirus. Vogliamo che dall’Umbria parta la modifica delle retrograde linee di indirizzo del 2010 e che come in Europa la RU486 venga somministrata nei Consultori e fino a 9 settimane di gestazione. Il problema, ancora una volta, quando si parla di aborto, è sempre lo stesso, la pretesa della politica di trasformare un fatto personale in pratica di dominio pubblico, decidendo cosa sia giusto o sbagliato per le donne”.