Non c'è più posto, il sindaco di Lampedusa si appella a Conte ma c'è un nuovo sbarco: "Resteranno sul molo"

Il sindaco Totò Martello lancia lʼallarme: "Bisogna svuotare immediatamente lʼhotspot dove per ora ci sono 950 ospiti. I nuovi arrivi resteranno sul molo"

Migranti

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globalist 1 agosto 2020

Sono ripresi a pieno ritmo gli sbarchi a Lampedusa. Fra la notte e l'alba si sono registrati sette sbarchi autonomi direttamente sulla terraferma e il soccorso di un barchino nelle acque antistanti l'isola. Considerando anche un ottavo sbarco registrato in mattinata, sono 300 le persone giunte sull'isola siciliana. Nell'hotspot di contrada Imbriacola si trovano attualmente 950 persone.

Musumeci: "Lampedusa scoppia ma Roma non dichiara emergenza" "Lampedusa sta di nuovo scoppiando. Al nostro grido d'allarme si aggiunge oggi quello del sindaco". Lo ha affermato il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci "Quanto ancora si deve attendere per la proclamazione dello 'stato di emergenza' su quell'Isola da parte del governo centrale, richiesto da oltre un mese dal Comune e dalla Regione?", ha aggiunto.

"L’hotspot di Lampedusa sta scoppiando, ci sono oltre novecento persone su una capienza di cento ospiti. Mi rivolgo direttamente al premier Conte. Il centro d’accoglienza va svuotato subito, non possiamo aspettare le navi quarantena". E l’accorato appello lanciato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, attraverso l’Adnkronos, dal sindaco di Lampedusa Salvatore Martello. "La situazione è molto grave e non possiamo aspettare l’arrivo della nave previsto per domani sera - dice - bisogna subito alleggerire il centro d’accoglienza".


Da qui l’appello al premier Conte: "Non riesco a capire per quale motivo, essendoci stati più sbarchi in questo periodo del 2011, quella volta venne dichiarato lo stato di emergenza e ora si fa finta di Niente". E ricorda: "In 28 giorni ci sono stati più sbarchi del 2011. Come si fa a dire che non è una emergenza?".