Roma, la fermata della Metro C 'Amba Aradam' sarà dedicata a Giorgio Marincola, il 'partigiano nero'

La decisione annunciata da Virginia Raggi in seguito a una petizione online: "Credo sia un bel momento in cui si ricorda una parte della nostra storia"

Giorgio Marincola

Giorgio Marincola

globalist 1 agosto 2020

In seguito a una petizione online, la futura fermata della Metro C di Roma che collegherà San Giovanni e Fori Imperiali sarà intitolata a Giorgio Marincola, il 'partigiano nero' di origini italo-somale, anziché Amba Aradam, ossia l'altopiano montuoso del Tigre dove 84 anni fa 20.000 etiopi vennero massacrati dai gas e dai bombardamenti della guerra coloniale fascista, e cui è già dedicata una via della Capitale. 

Ad annunciarlo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi: "Abbiamo già cambiato nome ad alcune strade che erano dedicate ai sottoscrittori del Manifesto della razza, sono certa che questa proposta sarà approvata. Credo sia un bel momento in cui si ricorda una parte della nostra storia dove un giovane, giovanissimo partigiano, appunto Marincola, ha sacrificato la sua vita per combattere contro il fascismo". 


"L'annuncio della sindaca Raggi di intitolare la fermata della metro C di viale Amba Aradam a Giorgio Marincola, il partigiano nero, è un grandissimo segnale per il Paese: non solo perchè si ricorda che anche gli italiani neri hanno combattuto nella resistenza e per creare l'Italia che abbiamo oggi, ma anche perchè si dimostra di voler riconoscere tutti i cittadini, a prescindere dal colore della pelle" - ha detto all'agenzia Dire Amin Nour, tra i fondatori dell'associazione Neri italiani Black italians (Nibi) e membro del movimento Black lives matter Roma. 


"La scelta di Raggi dimostra la volontà di fare i conti col passato" - continua Amin Nour, convinto che questa decisione "fa ben sperare anche rispetto ad un'altra nostra battaglia politica: l'approvazione della legge per lo ius culturae", che accorderebbe la cittadinanza a tutti i giovani nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri che abbiano completato almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese.
"È con gesti duraturi come l'intitolazione della fermata a Marincola che si combattono le discriminazioni, includendo le seconde generazioni, perchè si permette a loro di sentirsi inclusi in un capitolo della storia italiana. È un concetto che va ben oltre il discorso del razzismo". Un fenomeno di cui, secondo Nour, "è bene parlare ma facciamo attenzione: l'Italia non e' gli Stati Uniti, dove gli afroamericani hanno subito secoli di schiavitù. In Italia per anni si sono condotte battaglie per i diritti delle persone di origine africana. Creare ora divisioni 'bianchi contro neri' non è nè logico nè utile: continuiamo a lavorare insieme, ad esempio sulla legge di cittadinanza". 








 














Un annuncio che ha incassato il plauso dei Neri italiani Black italians (Nibi) e del movimento Black lives matter: organizzazioni, che si battono per la parità dei diritti in Italia, che sin da subito hanno abbracciato la petizione lanciata dal giornalista Massimiliano Coccia di dedicare la nuova fermata della metropolitana romana al partigiano italo-somalo, ucciso nel 1945 dai tedeschi mentre combatteva per la liberazione della Penisola. 



Il Black lives matter Roma plaude la sindaca


"L'annuncio della sindaca Raggi di intitolare la fermata della metro C di viale Amba Aradam a Giorgio Marincola, il partigiano nero, è un grandissimo segnale per il Paese: non solo perchè si ricorda che anche gli italiani neri hanno combattuto nella resistenza e per creare l'Italia che abbiamo oggi, ma anche perchè si dimostra di voler riconoscere tutti i cittadini, a prescindere dal colore della pelle" - ha detto all'agenzia Dire Amin Nour, tra i fondatori dell'associazione Neri italiani Black italians (Nibi) e membro del movimento Black lives matter Roma. 


"La scelta di Raggi dimostra la volontà di fare i conti col passato" - continua Amin Nour, convinto che questa decisione "fa ben sperare anche rispetto ad un'altra nostra battaglia politica: l'approvazione della legge per lo ius culturae", che accorderebbe la cittadinanza a tutti i giovani nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri che abbiano completato almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese.


 


"E' con gesti duraturi come l'intitolazione della fermata a Marincola che si combattono le discriminazioni, includendo le seconde generazioni, perchè si permette a loro di sentirsi inclusi in un capitolo della storia italiana. E' un concetto che va ben oltre il discorso del razzismo". Un fenomeno di cui, secondo Nour, "è bene parlare ma facciamo attenzione: l'Italia non e' gli Stati Uniti, dove gli afroamericani hanno subito secoli di schiavitù. In Italia per anni si sono condotte battaglie per i diritti delle persone di origine africana. Creare ora divisioni 'bianchi contro neri' non è nè logico nè utile: continuiamo a lavorare insieme, ad esempio sulla legge di cittadinanza". 








 

 



 

 






Per rilanciare dunque la proposta sulla riforma dello ius culturae, ferma in Senato, Nibi e Blv-Roma annunciano una manifestazione nazionale a Roma il prossimo 19 settembre.




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