“Prima gli evasori”: mentre la pandemia avanza la destra rispolvera la proposta dei condoni

I più ricchi sono più ricchi, i più poveri diventato poverissimi. Ma tra gli uni e gli altri, Salvini sceglie sempre gli alleati di sempre.

Salvini

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Giuseppe Cassarà 13 novembre 2020

Prima gli italiani? Meglio prima gli evasori. Staccato clamorosamente nei sondaggi da Giorgia Meloni, che è arrivata a superare persino Conte, il leader della Lega ricorre alla sua formuletta magica per recuperare consensi: i condoni. Stavolta ne chiede tre, fiscale, tombale ed edilizio. E propone la metafora che aveva già tirato fuori a maggio, alla fine del primo lockdown, per spiegare la sua idea che all’apparenza è semplicissima: “Io Stato ti chiedo 20 euro sui tuoi 100 euro che non puoi utilizzare per vari motivi, così quegli altri 80 euro li puoi rimettere nell’economia”.

Peccato che quei ‘vari motivi’ che Salvini non specifica siano evasioni fiscali, denaro non dichiarato, che non viene utilizzato in maniera legale ma che circola lo stesso, arricchendo sempre i soliti noti. Che con la pandemia si sono arricchiti ancora di più, con la ricchezza che non viene distribuita a causa del blocco totale. I più ricchi sono più ricchi, i più poveri diventano poverissimi. Ma tra gli uni e gli altri, Salvini sceglie sempre gli alleati di sempre. D’altronde, il condono è il ritornello della canzoncina che la destra canticchia da anni, con Berlusconi prima e con la Lega dei primi tempi poi.

Peraltro, nel suo tentativo di riguadagnare terreno, in pochi si accorgono di un’altra modifica nei discorsi del leader della Lega: “Se non fai un condono in tempi di guerra, quando lo fai?”. La guerra, beninteso, è la pandemia che stiamo affrontando. La stessa che fino a qualche settimana fa Salvini sminuiva, come aveva fatto per tuta l’estate. “Il coprifuoco si fa in guerra, e noi non siamo in guerra” diceva non più tardi di due settimane fa. E poi si domanda anche come mai stia precipitando nei consensi.